03/11/2026
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FOCUS BM / TEZENIS VERONA, LE BASI CI SONO: BROCKINGTON PER AGGIUNGERE NUOVE RISORSE – DI FILIPPO ANGILIONI
Due sconfitte consecutive non cancellano quanto di buono costruito nelle prime settimane di campionato. La Tezenis Verona si trova ora davanti a un passaggio importante della propria stagione, chiamata a fare i conti con un’emergenza che ha inevitabilmente ridisegnato gli equilibri della squadra. Dopo un avvio incoraggiante, gli stop con Trieste e Varese hanno riportato […]
Due sconfitte consecutive non cancellano quanto di buono costruito nelle prime settimane di campionato. La Tezenis Verona si trova ora davanti a un passaggio importante della propria stagione, chiamata a fare i conti con un’emergenza che ha inevitabilmente ridisegnato gli equilibri della squadra. Dopo un avvio incoraggiante, gli stop con Trieste e Varese hanno riportato la formazione di Alessandro Ramagli a misurarsi con i limiti di un gruppo che sta ancora prendendo confidenza con la categoria. Ma fermarsi ai risultati sarebbe riduttivo. Perché, al netto delle difficoltà, le prime indicazioni restano positive e raccontano di una squadra che ha le risorse per giocarsi le proprie carte nella corsa alla salvezza.
L’emergenza esterni e gli equilibri da ritrovare
Il primo elemento che ha cambiato il volto della Tezenis è senza dubbio l’infortunio di CJ Massinburg, arrivato proprio nel momento in cui Verona stava cercando di consolidare le proprie certezze. La lesione di basso grado al soleo destro ha privato Ramagli di uno dei giocatori più importanti nella costruzione del reparto esterni. Un’assenza che si è sommata a quella di Izaiah Brockington, già fermo da diverse settimane, costringendo lo staff a rivedere rotazioni e responsabilità.
Non si tratta soltanto di sostituire punti e minuti. Massinburg garantisce atletismo, capacità di creare dal palleggio e pericolosità offensiva, caratteristiche che permettono di alleggerire il lavoro degli altri esterni e di offrire soluzioni differenti nella metà campo avversaria. Senza di lui, una parte maggiore del peso della costruzione è ricaduta su Andrew Andrews e Federico Zampini, mentre RJ Meléndez ha avuto l’opportunità di assumere un ruolo ancora più rilevante.
La società è intervenuta con l’arrivo di Milan Barbitch, chiamato a dare profondità a un reparto improvvisamente corto. Il francese ha avuto bisogno di qualche allenamento per inserirsi nei meccanismi di Ramagli e il suo minutaggio è progressivamente aumentato. È ancora presto per formulare giudizi definitivi, ma la sua presenza rappresenta una soluzione aggiuntiva in un momento in cui ogni risorsa può fare la differenza.
All’orizzonte, intanto, si intravedono segnali incoraggianti. Brockington è ormai vicino al rientro e dovrebbe quasi certamente tornare in campo nella trasferta di Bologna, dopo essere già tornato a referto contro Varese senza però essere utilizzato. Si punta al recupero di entrambi gli americani, anche se per Massinburg la situazione resta più incerta: il suo eventuale ritorno è ancora in dubbio e serviranno ulteriori valutazioni. Due rientri che potrebbero restituire a Ramagli soluzioni importanti, permettendogli di ampliare le alternative e distribuire diversamente le responsabilità nel reparto esterni.
Tobey, la certezza da cui ripartire
Se c’è un nome che in questo primo scorcio di stagione ha già lasciato un’impronta evidente, è quello di Mike Tobey. Il lungo americano è stato uno dei protagonisti assoluti dell’avvio gialloblù, tanto da conquistare il riconoscimento di MVP del mese di ottobre. I numeri raccontano bene il suo impatto: dopo sei giornate viaggia a 18,2 punti e 11,8 rimbalzi di media, con un notevole 72,6% dal campo.
La prestazione contro Varese, con 27 punti e 15 rimbalzi, è soltanto l’ultima conferma di un rendimento che va ben oltre il semplice dato statistico. Tobey rappresenta un riferimento offensivo costante, un giocatore capace di produrre vicino a canestro, aprire il campo e offrire una presenza importante a rimbalzo. La sua capacità di leggere le situazioni e di farsi trovare pronto nelle diverse soluzioni offensive consente a Verona di avere un punto fermo attorno al quale sviluppare il proprio gioco.
Naturalmente, la sua centralità comporta anche una responsabilità per il resto della squadra: riuscire a coinvolgerlo senza diventare prevedibili e trovare alternative quando le difese avversarie decidono di concentrare su di lui le proprie attenzioni. La sensazione, tuttavia, è che la Tezenis abbia trovato in lui uno dei giocatori sui quali costruire la propria permanenza in categoria.
Zampini e Loro, il salto di qualità passa dagli italiani
Un altro aspetto interessante riguarda la risposta dei giocatori italiani, chiamati a confrontarsi con un livello di competitività e responsabilità differente rispetto al passato. In particolare, Federico Zampini e Andrea Loro stanno vivendo un’occasione importante per misurare la propria crescita. E i numeri delle prime sei giornate restituiscono già indicazioni interessanti.
Zampini viaggia a 11,2 punti, 2,3 rimbalzi e soprattutto 5 assist di media, in quasi 30 minuti di utilizzo. Un dato, quest’ultimo, che racconta bene quanto Ramagli gli stia affidando responsabilità nella gestione del gioco. Per lui il salto in Serie A rappresenta una tappa significativa di un percorso che lo vede chiamato a confrontarsi con difensori più fisici e ritmi differenti. La capacità di giocare accanto a un altro creatore di gioco, di assumersi responsabilità e di non sottrarsi alle situazioni difficili sarà fondamentale per la crescita della squadra. L’emergenza nel reparto esterni gli ha inevitabilmente consegnato ulteriori compiti, ma proprio in questo contesto può maturare un’esperienza preziosa.
Loro, dal canto suo, sta andando oltre le aspettative iniziali. Gli 11 punti e i 4,8 rimbalzi di media, in circa 26 minuti sul parquet, rappresentano un bottino significativo per un giocatore al primo confronto con questo livello di competizione. Contro Varese ha lasciato il segno con 13 punti, confermando di poter offrire un contributo concreto anche in serate particolarmente complicate. L’energia, la fisicità e la disponibilità a giocare in più situazioni rappresentano caratteristiche importanti per il sistema di Ramagli. La continuità sarà il prossimo passo, soprattutto in un campionato nel quale il confronto con avversari più esperti richiede capacità di adattamento e personalità.
Sono due situazioni da seguire con attenzione. La loro crescita, infatti, può diventare un fattore determinante nell’economia di una stagione che richiederà contributi da tutto il roster. Per Verona, poter contare su italiani capaci di garantire già un rendimento di questo livello è un patrimonio importante anche in prospettiva.
Le sconfitte non cancellano le indicazioni positive
Le partite contro Trieste e Varese hanno evidenziato alcune difficoltà, soprattutto nella gestione della pressione difensiva avversaria e nella continuità lungo i quaranta minuti. Contro Varese, in particolare, la Tezenis è rimasta a contatto per larghi tratti, riuscendo anche a mettere la testa avanti nel terzo periodo, prima di cedere nel finale alla maggiore lucidità e qualità esecutiva degli ospiti.
Il dato del tiro da tre punti racconta una parte della differenza: 5/22 per Verona, 13/31 per Varese. Una distanza significativa, che ha finito per pesare soprattutto quando gli ospiti hanno trovato le soluzioni per allungare il campo e punire le difficoltà difensive gialloblù.
Ramagli, al termine della gara, ha riconosciuto la superiorità dell’avversaria, ma ha anche sottolineato come la squadra non abbia mai smesso di combattere. Un aspetto da non sottovalutare. La Tezenis è una formazione nuova per la categoria, con meccanismi ancora da consolidare e un gruppo che deve imparare a confrontarsi con fisicità e pressioni differenti. Le difficoltà attuali fanno parte di un percorso di adattamento che non può essere considerato concluso dopo appena sei giornate.
Il PalaMAGIS, un fortino anche in Serie A
In questo primo tratto di stagione, un’altra indicazione positiva arriva dal rapporto con il pubblico. Il PalaMAGIS si era presentato al nuovo campionato con un biglietto da visita importante: tredici vittorie casalinghe consecutive, considerando anche la precedente esperienza in A2. Una striscia interrotta proprio dalla sconfitta contro Varese, dopo che l’ultima squadra capace di espugnare il palazzetto veronese era stata la Juvi Cremona.
Al di là della sfida contro Milano, che per richiamo e prestigio rappresentava un appuntamento particolare, anche nelle altre occasioni il pubblico ha continuato a mostrare una buona partecipazione e un sostegno costante alla squadra. Un dato che assume ancora più valore se si considera il passaggio di categoria e la necessità di costruire un nuovo rapporto con un campionato di livello superiore.
Anche nella serata contro Varese, nonostante il risultato finale, il pubblico ha accompagnato la Tezenis fino alla sirena, riconoscendo l’impegno di un gruppo che non ha mai smesso di cercare una soluzione. Il calore del proprio palazzetto può rappresentare una risorsa preziosa soprattutto nei momenti più complicati della stagione, quando il sostegno esterno diventa parte integrante del percorso.
La strada verso la salvezza è ancora lunga e richiederà inevitabilmente qualche aggiustamento, oltre alla capacità di gestire i momenti negativi senza perdere fiducia nel lavoro quotidiano. Le prime giornate, però, hanno già mostrato una squadra competitiva, capace di mettere in difficoltà avversarie di livello e di trovare protagonisti differenti.
Il passaggio più delicato sarà recuperare gli uomini fermi ai box e consolidare gli equilibri. Con Brockington nuovamente a disposizione e la speranza di riavere presto anche Massinburg, Ramagli potrà contare su maggiori alternative e distribuire meglio le responsabilità. Le ultime due sconfitte invitano alla prudenza, ma non cambiano la prospettiva: Verona ha ancora molto da dimostrare, ma anche diverse ragioni per guardare con fiducia al proprio cammino in Serie A.
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