28/10/2026
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L’Academy dell’Aquila Trento, il futuro cresce in casa
Bayo, Medina Bouza e Niang sono volti diversi dello stesso percorso: il settore giovanile bianconero offre alla prima squadra giocatori e risorse su cui costruire.
Il valore di un settore giovanile si misura anche nella capacità di accompagnare i propri atleti fino alla prima squadra. In casa Dolomiti Energia Trentino, il percorso dell’Academy trova una delle sue espressioni più significative nello spazio conquistato dai giovani nelle rotazioni senior. La vittoria contro il Buducnost Podgorica ha offerto un esempio concreto di questo processo, con Mansour Bayo, Jota Medina Bouza e Cheickh Niang protagonisti di prestazioni diverse, ma accomunate dalla possibilità di incidere a livello europeo.
Il caso di Bayo è emblematico per età e percorso. Classe 2009, il lungo ha già esordito in LBA a Udine e ha aggiunto la prima presenza in EuroCup contro Podgorica. In quasi venti minuti ha raccolto 8 punti, 5 rimbalzi, una stoppata e una palla recuperata, chiudendo con 12 di valutazione. Al di là del tabellino, la sua presenza racconta la progressione di un giocatore che si affaccia gradualmente a contesti sempre più impegnativi.
Medina Bouza e Niang rappresentano altri due profili di crescita. L’ala cubana ha chiuso la gara con 11 punti, 4 rimbalzi e 3 falli subiti, mentre Niang ha terminato con 12 punti, 4 assist e 2 recuperi, tirando 5/5 dal campo. Sono numeri che documentano il contributo offerto, ma soprattutto mostrano come i giovani possano trovare spazio attraverso caratteristiche differenti: capacità realizzativa, energia, letture e apporto difensivo.
Il quadro si allarga considerando il gruppo schierato nel corso della partita. Il quintetto formato da Niang, Bayo, Bertini, Charlie Brown e Bigelow aveva un’età media di 23 anni. E la presenza di atleti giovani non si limita a queste tre figure: Bertini è classe 2002, Cattapan e Barra sono del 2008, Bayo del 2009 e Jahovics del 2010. Cattapan, dopo l’esordio nel finale della prima giornata della scorsa stagione a Cantù, ha iniziato a raccogliere minuti più consistenti. A Udine, inoltre, Trento aveva utilizzato un quintetto con Niang, Bayo, Cattapan, Bigelow e Darius Brown II, dall’età media di 21,2 anni.
Sono esempi di un collegamento che, per diventare strutturale, richiede continuità: formare i giocatori, prepararli al salto di livello e offrire loro occasioni per misurarsi con il basket senior. L’Academy dell’Aquila trova così una ricaduta visibile anche sul campo della prima squadra. Bayo, Medina Bouza e Niang non raccontano un percorso identico, ma testimoniano la stessa direzione: creare le condizioni perché il lavoro svolto nel settore giovanile possa trasformarsi in una risorsa concreta per il club.
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