31/08/2026
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Kamagate, un passo alla volta: “NBA? Oggi sono qui e darò tutto per Varese”
Lo ascolti parlare e la sensazione è quella di un giocatore che abbia già imparato a togliere rumore alle cose. Non perché abbia poco da raccontare, anzi. A 25 anni Ismaël Kamagate ha già attraversato Milano, la Francia, la Spagna, la Turchia, l’EuroCup, la Nazionale francese e un percorso che lo ha portato fino alla […]
Lo ascolti parlare e la sensazione è quella di un giocatore che abbia già imparato a togliere rumore alle cose. Non perché abbia poco da raccontare, anzi. A 25 anni Ismaël Kamagate ha già attraversato Milano, la Francia, la Spagna, la Turchia, l’EuroCup, la Nazionale francese e un percorso che lo ha portato fino alla NBA, almeno sulla carta.
Oggi, però, è a Varese. E quando gli si chiede dell’NBA, non scappa dalla domanda e nemmeno ci costruisce sopra un racconto: “È chiaro che è qualcosa che ho in testa, come tutti. Oggi però sono qui e darò tutto per Varese senza pensare ad altro”.
È una risposta che fotografa bene il momento. I diritti NBA di Kamagate sono passati dai Denver Nuggets ai Cleveland Cavaliers nell’operazione che ha portato Julian Strawther a Cleveland. Il talento per quel livello non è mai stato messo in discussione. Nel mezzo, però, c’è stato un infortunio al ginocchio e adesso il lavoro è molto più concreto: tornare a giocare, ritrovare ritmo, confidenza con il proprio corpo e continuità – anche grazie al lavoro quotidiano di player development che lo staff della Openjobmetis sta svolgendo.
Varese, in questo senso, non sembra un punto d’arrivo ma un passaggio preciso del percorso.
“Ho bisogno di essere costante, devo fare della costanza la mia arma più forte”. Lo ripete parlando del lavoro quotidiano, dei movimenti individuali, dell’intensità. Non c’è una scorciatoia indicata nelle sue parole. C’è la necessità di ripetere, ancora e ancora, le stesse cose fino a farle tornare naturali.
È qualcosa che Kamagate ha già imparato nelle esperienze precedenti. A Milano, quando era arrivato come uno dei giovani più interessanti del panorama europeo, aveva cercato soprattutto di osservare e assorbire. “Hines è stato molto importante, quando abbiamo giocato insieme ho cercato di prendere tutto quello che riuscivo ad adattare”.
Kyle Hines non è un nome casuale per un lungo che vuole imparare a stare dentro una partita anche senza essere sempre protagonista. Kamagate ha scelto di portarsi dietro quella lezione: leggere le difese, capire cosa concedono, essere costante nella propria metà campo.
Anche il rapporto con Nate Renfro e Max Ladurner (che saranno i suoi backup nelle rotazioni una volta tornato in forma) racconta qualcosa di questo nuovo capitolo. Giocatori molto diversi, che possono però completarsi. Kamagate ne parla con naturalezza: “Abbiamo un ottimo rapporto, stiamo crescendo insieme e ci stiamo stimolando a vicenda”. Sono già usciti a mangiare insieme, stanno costruendo una relazione anche fuori dal campo. Prima ancora degli schemi, stanno costruendo una coppia di lunghi che può dare a Varese fisicità ed energia.
E poi c’è il campo, dove il lavoro è appena iniziato – e il GM Maks Horowitz garantisce che Ismael sta facendo tutto il necessario per “spingersi avanti ogni giorno”. Kamagate racconta di essere stato colpito dall’accoglienza ricevuta dalla società e dalla città, anche nei confronti della sua famiglia. Parla di organizzazione, attenzione professionale e umana. “Sono grato di essere a Varese”. Poi torna immediatamente alla quotidianità: “Giorno per giorno aggiungiamo sempre”.
È forse questa la parola che ritorna più spesso nel suo racconto: continuità. Non soltanto per lui, ma per una squadra che deve ancora costruirsi e che ha dato già una buonissima impressione nelle prime due uscite di pre season contro la JuVi Cremona e l’Olimpia Milano.
Anche con il nuovo allenatore Giannis Kastritis l’approccio è stato immediato. “In questo momento, dal punto di vista tecnico, non stiamo parlando di richieste personali quanto di gruppo, per creare una squadra solida, unita, compatta e coesa e che remi tutta nella stessa direzione”.
Persino quando parla del rapporto con Will McDowell-White, giocatore contro cui ha perso la scorsa finale di EuroCup con il quale costituirà l’asse play-pivot, Kamagate resta sul concreto. “È una bella situazione. Non ho giocato sfortunatamente la finale di Eurocup, è un capitolo chiuso, ma adesso stiamo lavorando molto sugli automatismi, su tutti i coinvolgimenti.
La sua storia, intanto, continua ad avere una pagina importante ancora da scrivere anche con la Nazionale. Dopo aver vestito la maglia della Francia, Kamagate ha chiesto di non essere considerato per poter essere eleggibile in futuro per la Costa d’Avorio, nazionale legata alle origini della sua famiglia. Un’altra scelta dentro un percorso che non è stato lineare, ma che a 25 anni è tutt’altro che finito.
Per adesso, però, non c’è bisogno di guardare troppo lontano. Kamagate deve tornare Kamagate. Ritrovare il corpo, il ritmo, le letture, la continuità. L’NBA può aspettare sullo sfondo, Cleveland può restare un dettaglio importante del suo presente. Davanti, invece, ci sono Varese, gli allenamenti e una stagione intera. E lui sembra avere già deciso da dove cominciare: “Fare tutto al massimo dell’intensità”.
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