07/08/2026
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Varese, l’estate della svolta: “Vogliamo arrivare più lontano possibile”
Qual è l’ambizione della nuova Varese? “Andare più lontano possibile.” Fino a un’estate fa sarebbe venuto spontaneo aggiungere: lontano dalla zona salvezza. Oggi, invece, il significato di quella frase è completamente diverso. Nel giro di poche settimane la Openjobmetis ha cambiato pelle. Proprietà e dirigenza hanno costruito una squadra che, almeno sulla carta, ha le […]
Qual è l’ambizione della nuova Varese?“Andare più lontano possibile.”
Fino a un’estate fa sarebbe venuto spontaneo aggiungere: lontano dalla zona salvezza. Oggi, invece, il significato di quella frase è completamente diverso.
Nel giro di poche settimane la Openjobmetis ha cambiato pelle. Proprietà e dirigenza hanno costruito una squadra che, almeno sulla carta, ha le caratteristiche per giocare stabilmente nella parte alta del campionato e provare ad arrivare fino in fondo anche in Europa. Senza proclami, ma con un’ambizione che questa volta è concreta.
La svolta è arrivata in una mezza estate intensa, quasi rumorosa. Dopo aver analizzato “più di cento giocatori”, come raccontato dalla società, la scelta è ricaduta sui profili ritenuti più adatti alla cultura biancorossa e all’idea di pallacanestro di Ioannis Kastritis.
Il risultato è un roster profondamente diverso. Nel reparto esterni Varese può contare sul talento e sulla qualità di McDowell-White, Della Valle, Hale e Duke Jr. La novità più evidente, però, è sotto canestro: Isaiah Roby, Ismael Kamagate insieme a Nate Renfro, lunghi atletici, fisici e finalmente in grado di dare presenza vicino al ferro. Un cambiamento che modifica anche l’identità della squadra.
Una costruzione che lascia soddisfatti sia il coaching staff sia il management.
“Ogni stagione ci guardiamo indietro per capire cosa migliorare, ma soprattutto volevamo costruire una squadra competitiva per due campionati. Abbiamo cercato di trattenere i giocatori che rispondevano alle nostre esigenze e poi abbiamo scelto i profili giusti per completare il puzzle”, spiega Kastritis.
Se tutti i pezzi dovessero incastrarsi, la Openjobmetis potrebbe diventare una delle squadre più difficili da affrontare. Non soltanto per il talento del roster, ma anche per la personalità dei suoi interpreti. Una squadra costruita per alzare il livello fisico senza rinunciare all’identità offensiva e difensiva che ha caratterizzato Varese negli ultimi anni.
Dietro questo salto c’è anche un investimento importante. Sommando i contratti del nuovo roster, la società ha praticamente raddoppiato il budget destinato alla squadra rispetto alla scorsa stagione.
“È il risultato del lavoro fatto negli ultimi tre anni e anche prima”, racconta Zach Sogolow. “Tra la vendita degli skybox, i buyout di cinque giocatori e nuovi investitori siamo riusciti a fare un passo in avanti verso l’obiettivo che ci eravamo prefissati. È un merito che va riconosciuto a tutto il lavoro svolto dalla società.”
Un investimento che, però, non è legato direttamente all’eventuale ingresso nella futura NBA Europe. Da questo punto di vista Varese resta in attesa di una risposta dopo aver presentato il proprio progetto entro la scadenza fissata dalla NBA. Sul tavolo esiste anche un’intesa con RedBird in caso di partecipazione alla nuova competizione, ma il mercato appena concluso nasce da basi economiche costruite autonomamente.
Il presente, però, si chiama LBA e Basketball Champions League. E proprio la coppa potrebbe rappresentare una porta d’accesso alla futura NBA Europe, visto che le finaliste della prossima edizione avrebbero accesso diretto alla nuova lega.
Per Kastritis, comunque, le priorità restano chiare.
“Sarebbe sbagliato dire che preferiamo la coppa al campionato. Rispettiamo entrambe le competizioni, l’ambizione si dimostrerà sul campo. Non ho l’arroganza di dire che vogliamo vincere LBA o BCL, ma crediamo di poter arrivare il più lontano possibile.”
La vera sfida, adesso, sarà trasformare l’entusiasmo dell’estate in risultati. Il compito del management e dello staff sarà proteggere il gruppo dalle aspettative senza spegnerne l’ambizione.
“Non sentiamo pressione. Siamo entusiasti di quello che stiamo vivendo e vogliamo dimostrare di essere competitivi. Tra pochi giorni inizieremo a lavorare e il nostro obiettivo sarà crescere giorno dopo giorno.”
Dopo anni trascorsi a rincorrere la salvezza, Varese può finalmente permettersi di guardare avanti. Senza promettere traguardi impossibili, ma con la sensazione, forse per la prima volta da tempo, di avere davvero costruito una squadra per sognare.
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