23/06/2026
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Virtus Bologna, Massimo Zanetti sull’esonero di Dusko Ivanovic e l’addio a Pajola
Oggi Massimo Zanetti ha tenuto un’importante conferenza stampa con la quale sostanzialmente ha dato il via alla stagione 2026-27 della Virtus Bologna, chiudendo però vari temi aperti di quella appena conclusasi con l’eliminazione in semifinale contro Venezia. Il patron bianconero ha commentato lo scontro con i lagunari in maniera un po’ polemica: “L’ultima mi sono […]
Oggi Massimo Zanetti ha tenuto un’importante conferenza stampa con la quale sostanzialmente ha dato il via alla stagione 2026-27 della Virtus Bologna, chiudendo però vari temi aperti di quella appena conclusasi con l’eliminazione in semifinale contro Venezia. Il patron bianconero ha commentato lo scontro con i lagunari in maniera un po’ polemica: “L’ultima mi sono rifiutato di vederla, è stato un incontro di rugby e non di basket. Rugby accettato, probabilmente doveva andare così, non voglio fare polemiche. È il mio primo anno senza trofei, ma abbiamo battuto squadre importanti come Real Madrid e Barcellona. Ma anche loro, pur essendo delle big con budget enormi, non hanno vinto l’EuroLega, alla fine vince una sola. Non sono i soldi a fare i risultati, devono essere spesi bene e deve esserci armonia tra squadra e società, a noi questo è mancato”.
Proprio su questa falsariga è stato anche il commento sull’allontanamento di Dusko Ivanovic, arrivato a sorpresa a marzo nonostante il primo posto in campionato. Il coach montenegrino, che un anno fa aveva vinto lo Scudetto, avrebbe avuto cattivi rapporti con parte dello spogliatoio, voci che Zanetti ha confermato: “Abbiamo cambiato allenatore per volontà dei giocatori e di Ivanovic stesso. Dusko è un coach molto duro e oggi i giocatori fanno parte delle nuove generazioni, che non sono abituate a simili comportamenti. Vogliono essere più liberi, specie quando sono campioni. Erano baruffe tutte le settimane, 4 giocatori ci avevano detto che sarebbero andati via se fosse rimasto Ivanovic. Io lo difendevo, ma alla fine mi ha detto: ‘O mandi via loro, o mandi via me’. I giocatori non potevo mandarli via, quindi lo abbiamo semplicemente sospeso. Ivanovic ha ricevuto il suo compenso fino all’ultimo, rimane un mio amico, gli voglio bene”.
Poi il passaggio su Alessandro Pajola, che dopo essere diventato capitano delle V Nere in estate lascerà Bologna: “Ha scelto di cambiare strada. Gli abbiamo fatto un’offerta, ci ho parlato 3 volte e gli ho spiegato chi è lui, cosa rappresenta per Bologna, cosa significa essere una bandiera e che sarebbe potuto diventarlo rimanendo alla Virtus. Qui avrebbe potuto fare una vita tranquilla. Ma lui mi ha detto che voleva fare un’esperienza fuori dall’Italia. Gli ho risposto che qui è il re, quando vai fuori, negli squadroni, basta sbagliare 2-3 partite e finisci dietro i compagni. Se una stagione va male, inizi a cambiare squadra ogni anno. Ma non c’è stato verso di convincerlo. Non sappiamo dove andrà a giocare, ce lo dirà il 1 luglio. Purtroppo quando ha preso questa decisione ha avuto la sfortuna di infortunarsi a entrambe le gambe. Più di così non potevo fare, gli ho parlato 3 volte da papà. Se vuole fare una nuova esperienza, che la faccia”.
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