28/05/2026
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Pippo Ricci ha parlato agli Sky Inclusion Days in occasione del panel “Io volevo essere Robin”: le sue parole
Milano, 27 maggio 2026. Giampaolo Ricci, capitano dell’Olimpia Milano, ha partecipato oggi al panel “Volevo essere Robin” moderato dalla giornalista Sabina Pignataro, nell’ambito degli Sky Inclusion Days. Di seguito alcuni estratti degli interventi dallo Sky Campus, nella sede Sky di Milano Santa Giulia. SABINA PIGNATARO: Nel tuo libro hai raccontato il buio dei comportamenti […]
Milano, 27 maggio 2026. Giampaolo Ricci, capitano dell’Olimpia Milano, ha partecipato oggi al panel “Volevo essere Robin” moderato dalla giornalista Sabina Pignataro, nell’ambito degli Sky Inclusion Days. Di seguito alcuni estratti degli interventi dallo Sky Campus, nella sede Sky di Milano Santa Giulia.
SABINA PIGNATARO: Nel tuo libro hai raccontato il buio dei comportamenti alimentari nella tua adolescenza, tra i 13 e i 17 anni. Una storia che parte dalla fragilità, ma poi ci hai messo testa e cuore.
GIAMPAOLO RICCI: Il “Pippo” adolescente, un po’ cicciottello e insicuro, se mi vedesse ora sarebbe orgoglioso del mio percorso. Ho dovuto lavorare tanto, dovevo riscrivere la mia storia perché volevo dimostrare qualcosa a me stesso. Sono sempre stato “Robin”, mio fratello era “Batman”. Non volevo imitarlo, ma volevo essere il suo supporto, l’alleato su cui lui poteva contare. Lui a basket era fortissimo e allora ho iniziato anche io. Poi ho scoperto che sul parquet sono un’altra persona. Sono felice, sono energia pura e mi si accende un fuoco dentro e sono stato fortunato a trovarlo. Non sono il più tecnico o il più atletico della squadra, ma sono uno che si fa sentire e che ci tiene.
SABINA PIGNATARO: Sei un leader, uno che non sale sulle spalle degli altri, direi quasi un direttore d’orchestra, che sa vedere dentro le persone e sa tenerle insieme con empatia.
GIAMPAOLO RICCI: Nel basket serve chi fa un po’ di tutto; quindi, ho capito che le piccole cose che io facevo erano ricercate dagli allenatori e che se avessi voluto costruire una carriera, avrei dovuto fare le cose che altri non facevano. Se mi avessero sostituito, non avrei tenuto il muso; un allenatore un giorno mi disse che dovevo essere il miglior compagno di squadra che avrei voluto avere al mio fianco.
SABINA PIGNATARO: Quanto conta nella vita lo sguardo di una persona che ti accompagna e che ti fa fare quel passo in più?
GIAMPAOLO RICCI: Avevo pochissima autostima, poi un allenatore ha visto qualcosa di speciale in me e me lo ha fatto capire. Mia mamma mi ha regalato un diario e quasi mi ha obbligato a scrivere delle emozioni e degli aneddoti, per provare a fermarmi e scrivere quello che stavo vivendo. Da piccolo ho imparato a dire le cose ad alta voce; ho passato un momento difficile con il mio corpo, ma alzare la voce mi ha cambiato la vita perché mi ha aiutato ad ammettere un problema che avevo.
Il programma aggiornato in tempo reale e tutte le informazioni per partecipare all’evento e seguire i dibattiti dal vivo, sono disponibili su inclusiondays.sky.it.
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