15/05/2026
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Dinamo Sassari, Sardara attacca: “Squadra senza palle ma non vendo”
Conferenza stampa di fine stagione abbastanza accesa per la Dinamo Sassari. Il presidente Stefano Sardara ha fatto il punto dopo la retrocessione in A2, non risparmiando critiche ai giocatori e alla piazza. In primis il patron ha respinto le voci di una cessione della società. Sei mesi fa avrei potuto vendere a un fondo americano […]
Conferenza stampa di fine stagione abbastanza accesa per la Dinamo Sassari. Il presidente Stefano Sardara ha fatto il punto dopo la retrocessione in A2, non risparmiando critiche ai giocatori e alla piazza.
In primis il patron ha respinto le voci di una cessione della società.
Sei mesi fa avrei potuto vendere a un fondo americano ma ho rifiutato. Girano voci su una cordata? Mettetemi in contatto, sono tutte cazzate al momento. Cerco persone che vogliano investire su Sassari, non portare via il basket dal nostro territorio. Ho sempre parlato di una staffetta ma il testimone lo passerò solamente a chi mi darà garanzie, fino a quel momento andrò avanti io.
Poi il presidente ha fatto chiarezza sulle prospettive del club.
Negli ultimi 15 anni siamo la squadra italiana che ha vinto di più dopo l’Olimpia Milano. Vogliamo tornare in Serie A ma la Dinamo non può essere una società che deve vincere per forza, altrimenti non sono io il presidente adatto. Il nostro Scudetto è essere una realtà sana, che anche in questo momento può dire ciò che vuole essere. Qui possiamo prendere giocatori che cercano un trampolino di lancio.
Poi Sardara ha di fatto dato il benservito al general manager Mauro Sartori: “Non ho comunicazioni a riguardo – ha detto, salvo poi aggiungere – nella prossima stagione non resterà nessuno dello staff, se non qualcuno degli assistenti”.
Successivamente il patron ha sparato a zero contro il gruppo degli americani.
Il peggiore e meno professionale mai avuto. Purtroppo ci siamo affidati a persone senza sangue che ci hanno tradito dall’inizio alla fine, mi prendo la responsabilità di questo. Per motivi di privacy non posso dire perché abbiamo messi fuori rosa i tre giocatori. McGlynn ci ha messo l’anima fino alla fine, così come Mezzanotte, Vincini e Certon. Thomas mi ha scritto ma non ho ritenuto neanche di rispondergli perché sono molto ferito. Abbiamo provato con il bastone e la carota, con le multe, ma purtroppo però il malessere era così diffuso da essere incurabile. Pensate alla gara contro Treviso: eravamo sopra di 8 e abbiamo buttato in tribuna tre palloni, c’erano problemi di testa e carattere. Le abbiamo provate tutte ma non si può fare nulla se mancano le palle.
Poi un passaggio sugli arbitri: “Ho ricevuto per tre volte le scuse del responsabile, senza gli errori che abbiamo subito con Varese e Cantù sarebbero retrocessi i brianzoli”.
Infine Sardara non ha risparmiato critiche alla piazza.
Una volta a Sassari non si sentivano i fischi degli arbitri, oggi durante le partite si sente il rumore delle scarpette. La reputazione del club cresce, le aziende vogliono legarsi al nostro brand ma le presenze al palazzetto calano. La cosa nasce dalle limitazioni Covid, il prezzo dei biglietti non è mai aumentato ma le persone preferiscono vedere le partite da casa. A breve comunque partiremo con dei lavori grazie a un accordo di lunga durata con il Comune. Mi accusano di aver cacciato Pozzecco? Non è vero, la rescissione fu consensuale. E poi ricordo che alcuni benpensanti hanno spinto per accompagnare alla porta Federico Pasquini…
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