13/05/2026
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Matiacic ha in mano PalaEur ma non il PalaRubini: gli scenari per Roma e Trieste
Il mondo del basket italiano è in fermento in questi giorni. Le grandi manovre che riguardano la città di Roma stanno mettendo in secondo piano anche gli imminenti playoff Scudetto. Ieri il Consiglio Federale ha approvato il trasferimento della Vanoli Cremona nella Capitale. Il primo passo del passaggio del club alla cordata guidata da Donnie […]
Il mondo del basket italiano è in fermento in questi giorni. Le grandi manovre che riguardano la città di Roma stanno mettendo in secondo piano anche gli imminenti playoff Scudetto.
Ieri il Consiglio Federale ha approvato il trasferimento della Vanoli Cremona nella Capitale. Il primo passo del passaggio del club alla cordata guidata da Donnie Nelson che riporterà così la LBA a Roma, con uno sguardo all’Europa, da intendersi per il momento come EuroLega o EuroCup e poi, chissà, come NBA Europe.
In tutto ciò però c’è la possibilità che un’altra squadra di Serie A si faccia strada nella Capitale. Il patron di Trieste, Paul Matiacic, punta dritto verso Roma. Ha presentato un’offerta importante per l’utilizzo del PalaEur tramite la sua Cotogna Sports Group, mettendo sul piatto una cifra dieci volte superiore a quella della cordata di Nelson. Quest’ultimo, però, avrebbe presentato ricorso, sostenendo che il bando era riservato a società sportive, cosa che la Cotogna non è. In ogni caso il Comune ha garantito a entrambe le parti che avrebbe trovato posto al PalaTiziano alla squadra che non si sarebbe aggiudicata l’impianto principale.
In tutto ciò a Trieste è partita una contestazione nei confronti della proprietà e dei vertici federali. Una mobilitazione che porterà anche il tifo organizzato a disertare le gare di playoff con Brescia, mentre Matiacic ha fatto sapere che non rilascerà dichiarazioni fino a quando non saranno conclusi gli impegni sportivi. Per la città giuliana, però, c’è speranza di mantenere il basket di vertice. La Gazzetta dello Sport, infatti, riferisce che l’avvocato statunitense potrebbe sbarcare a Roma trasferendo un altro club, cosa che porterebbe i biancorossi a salvarsi con un repentino cambio di proprietà. Al momento però non è chiaro quale sarebbe questa società di cui Matiacic prenderebbe il controllo.
Nel frattempo a Roma si diffonde la suggestione di una collaborazione fra la Virtus Roma 1960 e lo stesso Matiacic. Il club attualmente è impegnato nei playoff di B Nazionale che potrebbero condurre al salto in A2, anche se gli ostacoli non mancano di certo. In caso di promozione, l’avvocato statunitense potrebbe affiancare il gruppo GVM, entrando nei quadri societari, con una sorta di scambio del titolo fra la realtà capitolina e quella giuliana. Ricordiamo che la compravendita di titoli non è consentita dai regolamenti FIP, si tratterebbe di due trasferimenti di sede e successivi cambi di denominazione. In ogni caso Roma si troverebbe con l’erede della storica Virtus in A1 e Trieste resterebbe comunque nel basket nazionale, seppur in A2. Al momento null’altro che rumors, visto che la Virtus 1960 nei mesi scorsi ha sempre respinto con forza queste ipotesi, dichiarando di voler arrivare nel massimo campionato con le proprie forze e conquistando i diritti sul campo.
Il Comune di Trieste, nel frattempo, ha pubblicato un bando di gara per il PalaRubini, visto che la società guidata da Matiacic non ha presentato le garanzie per prolungare la gestione in scadenza a fine Giugno. Nel documento è previsto un canone diverso a seconda che il club vincitore giochi in A1 o in A2. Un altro piccolo indizio?
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