18/04/2026
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BM ANTEPRIMA LBA / MARCO SAMBUGARO, GM DI REGGIO EMILIA: “COACH PRIFTIS E LA SQUADRA HANNO SEMPRE LAVORATO IN MANIERA ECCELLENTE, ANCHE QUANDO NON ARRIVAVANO I RISULTATI” – DI EDOARDO TAMBA
Ventisettesima giornata di LBA che comincerà nella giornata odierna con due anticipi e continuerà nella giornata di domenica. Turno di riposo per Cremona che guarderà con attenzione le sfide in zona playoff, in attesa di andarsi a giocare Varese le proprie possibilità di post season nel prossimo turno. Si comincia con Trento che, dopo due trasferte e […]
Ventisettesima giornata di LBA che comincerà nella giornata odierna con due anticipi e continuerà nella giornata di domenica. Turno di riposo per Cremona che guarderà con attenzione le sfide in zona playoff, in attesa di andarsi a giocare Varese le proprie possibilità di post season nel prossimo turno. Si comincia con Trento che, dopo due trasferte e il turno di riposo, ospita Reggio Emilia, la squadra più in forma del campionato. Delicata la sfida tra Treviso e Udine, con i padroni di casa che in casa possono ottenere punti importanti. Domenica ad aprire ci sarà Tortona-Virtus Bologna. Tortona in casa vuole rafforzare il proprio quinto posto, mentre Bologna cercherà di dare continuità alle prime vittorie post Ivanovic. Milano ospita Napoli per restare in scia delle prime due in classifica. Sassari ospita Venezia in una partita che mette in palio due punti importanti per la classifica di entrambe. Trieste-Brescia è un’altra sfida molto interessante che, in caso di vittoria, per Trieste significherebbe blindare i playoff. Infine il derby tra Cantù e Varese, una classica della nostra pallacanestro, dove il clima del palazzetto farà da uomo in più per la squadra di coach De Raffaele.
In occasione di questa giornata noi di BM abbiamo intervistato Marco Sambugaro, dalla scorsa estate gm di Reggio Emilia. Insieme a lui abbiamo analizzato l’ottimo stato di forma di Reggio e l’inizio negativo della stagione, passando per il discorso giovani, NBA Europe e tanto altro.
La prima parte di stagione di Reggio Emilia è stata difficile, mentre ora è la squadra più in forma. Qual è stata la molla che ha fatto svoltare la stagione?
L’inizio stagione è stato complicato, non siamo riusciti mai a trovare ritmo nel gioco e quindi anche ritmo nei risultati. A parte con Milano, tantissime partite le abbiamo perse nei finali e quindi anche lì la fiducia è calata. Il lavoro in palestra è sempre stato eccellente ma, senza i risultati, è chiaro che poi dopo l’atmosfera quotidiana si è appesantita. Anche l’infortunio di Cheatham, dopo poche partite non ha aiutato per nulla. Per noi era un perno, ed un giocatore che coach Priftis ha avuto anche l’anno precedente, per cui si puntava forte su di lui. Siamo dovuti intervenire sul mercato, prima è arrivato Thor, ma i risultati arrivavano ancora a singhiozzo. Dopo abbiamo pensato ad un altro giocatore, oltre a Caupain, che creasse gioco, e con l’inserimento di Stephen Brown la situazione è cambiata un pò. Caupain con una responsabilità spartita insieme Brown ha trovato maggiore equilibrio.
Di recente è arrivato anche il rinnovo di Priftis che è a Reggio Emilia da un paio di anni. Cosa l’ha colpita del coach?
La sua grande serietà, competenza e professionalità. Nel momento più difficile della stagione ha continuato a lavorare con grande determinazione e senza mai arrendersi a quello che era il trend negativo. Ha sempre provato a reagire e la squadra gli è sempre venuta dietro. Questi sono indicatori per me importanti e significativi.
Un altro innesto di mercato è stato Rossato. Cos’ha portato alla squadra?
È un giocatore di grande temperamento e grande carattere. Ha portato mentalità, soprattutto a difensiva. Non ha paura neanche in attacco a prendersi le proprie responsabilità, e ha un buon tiro. Ha grande determinazione e può crescere anche in ottica nazionale. Avere un ragazzo italiano in spogliatoio con questa determinazione è importante. Sono molto contento di averlo qui a Reggio.
Dal roster iniziale, Echenique, al suo primo anno in Italia, si sta affermando come uno dei migliori centri del campionato. Come lo avete scelto?
In Europa, aveva giocato già in diverse squadre, l’ho visto giocare in Turchia e mi piaceva perché comunque è un giocatore che spalle a canestro ha molte qualità, ha due mani morbidissime e un notevole gancio sia destro che sinistro. Poi ha anche i suoi difetti ovviamente. Credo che nel ruolo di cinque era quello che ci poteva servire.
Della scorsa stagione, gli stranieri confermati sono stati Barford e Cheatham.
Barford, coach Priftis lo conosce bene, l’ha fatto crescere molto negli anni che l’ha avuto. È un suo fidatissimo e quest’anno gli si è chiesto molto all’inizio come responsabilità. Credo che anche lui con l’arrivo di Brown ne abbia giovato molto, anche partendo dalla panchina, con qualche responsabilità in meno è riuscito ad alzare il proprio livello di gioco non solo offensivo ma anche difensivo. Barford è un ragazzo d’oro, grande lavoratore, umile, che si innesca benissimo dentro al meccanismo di Priftis.
Per quanto riguarda Cheatham, quest’anno lo abbiamo avuto pochissimo, purtroppo ha avuto sempre problemi fisici e tuttora non è utilizzabile. C’è poco da dire su un giocatore di ottima qualità, meno male siamo riusciti con degli accorgimenti di mercato a sopperire a questa grande lacuna.
Di italiani invece sono arrivati Severini e Woldetensae.
Severini è un giocatore davvero utile, fa tantissime cose, che spesso non entrano nel tabellino delle statistiche. È un ragazzo sempre sta propositivo e averlo è una fortuna. Per quanto riguarda Thomas (Woldetensae ndr), a noi serviva un giocatore in quel ruolo che avesse tiro. È un ragazzo serio che si allena, con un ottimo tiro e fisicità. Siamo contenti del percorso che sta facendo, anche lui è cresciuto molto durante la stagione.
Reggio Emilia è nota anche per aver lanciato tanti giovani nel panorama cestistico a livello nazionale ed europeo, tra gli ultimi Diouf e Faye. C’è qualche altro prospetto nel serbatoio reggiano?
È ancora molto presto, vediamo un po’ come evolverà la stagione. È chiaro che lanciare giovani è sempre bello ma anche rischioso. Vediamo come finisce la stagione e poi faremo delle valutazioni. C’è qualche idea, ma siamo concentrati sull’andamento di questa stagione.
Come si trova nel suo primo anno a Reggio Emilia? Quali sono le ambizioni?
Mi trovo molto bene, sono stato accolto bene. La società comunque veniva da due anni molto positivi con Claudio Coldebella, e quindi è una piazza ambiziosa, che vuole fare bene. Una società molto seria, la famiglia Bartoli sono persone squisite, che amano la pallacanestro, il proprio territorio e la loro città.
Nel periodo negativo di inizio stagione, la scelta è sempre stata quella di proseguire con coach Priftis?
Assolutamente sì, perché non ho ravvisato, a parte i risultati sportivi sul campo, una situazione di slegatura tra squadra e coach. C’è sempre stata unità e buon lavoro, quindi ero convinto fosse più un problema appunto strutturale di squadra che altro. La squadra ha sempre lavorato con lui al suo fianco e quindi non c’era motivo di cambiare.
Com’è iniziata invece la sua carriera da dirigente?
Io inizio come dirigente e come general manager a Piacenza, l’anno dopo che conclusi la carriera da giocatore, nel 2010. Vincemmo il campionato e la dirigenza di allora mi chiese di rimanere come general manager. Da lì ho iniziato un po’ la mia carriera da dirigente prima a Piacenza, poi sono andato a Biella. prima di arrivare a Reggio Emilia sono stato sei anni a Pistoia. È stato un percorso a crescere. Sono riconoscente a tutte le persone che ho incontrato e che mi hanno dato fiducia in questi anni. I primi sono stati i due dirigenti di Piacenza, Giovanni Maestri e Luigi Stecconi.
A livello giovanile le nostre rappresentative riescono sempre a fare bene. Poi a livello di Nazionale maggiore sono pochi quelli che riescono subito ad inserirsi. Come se lo spiega?
Si, se ne parla sempre tanto. Credo che abbiamo tanti giovani di qualità in Italia, ma la soluzione di farli giocare e basta non mi convince. Ci sono tante situazioni di cui tenere conto. Abbiamo del potenziale, mi piace la linea di Luca Banchi, che porta avanti, andando a vedere anche gli atleti di campionati come la A2 e la Serie B. Poi lui ha toccato anche un tema molto importante, che è quello delle scuole. Credo che in Italia abbiamo i migliori allenatori. Forse servirebbe uno step intermedio tra settore giovanile e Serie A, magari una categoria più congeniale, che renda meno difficile quel passaggio. Bisogna avere si il coraggio, ma anche la pazienza e il supporto di un club in questa scelta.
Molti giovani stanno scegliendo la NCAA. Una scelta puramente economica o ancora tecnica e di vita?
Io non sono così convinto che i ragazzi che vanno in NCAA poi dopo migliorino. Non sono così tanto convinto. È un discorso sì economico perché in NCAA con l’introduzione del Nil, tanti vanno ovviamente per questioni economiche. Poi è anche vero che è una bellissima esperienza di vita e di studio. Bisogna vedere poi dal punto di vista tecnico se questi ragazzi tornano migliorati.
Come vede la situazione NBA Europe-Eurolega. Le due parti devono trovare un accordo?
Credo che non ci sia spazio per due leghe. Io da detto ai lavori non vedo tutto questo potenziale per poter supportare due leghe con alcune piazze nuove, ad esempio Manchester. Secondo me devono trovare un accordo per una lega comune.
Quali sono per lei i possibili MVP del campionato come coach, giocatore e giovane?
Come coach sta facendo molto bene Mario Fioretti. È un allenatore che, alla sua prima esperienza da capo allenatore, sta facendo un grande lavoro. Si conoscevano le sue qualità, ma mettersi poi in prima fila ad allenare una squadra non è mai semplice. Come giovane mi sta piacendo l’impatto che Ferrari ha avuto con il salto di categoria. La sua faccia tosta, la sua decisione sono caratteristiche importanti. Come giocatore, Troy Caupain sta facendo una stagione di alto livello.
La visibilità del basket oggi passa per la nuova piattaforma LBA TV. Ancora poca invece è la visibilità in chiaro. Come potrebbe aumentare il bacino di appassionati?
LBA TV è una bellissima idea. È un prodotto che ha un grande potenziale. Serve ancora un po’ di tempo perché comunque è stato lanciato a ridosso dell’inizio del campionato, e quindi c’è stato poco tempo per lavorare e per creare una piattaforma con più contenuti oltre che le dirette di tutte le partite. Il basket in chiaro avrebbe una visibilità diversa rispetto alla pay tv. Parliamo però di un problema almeno decennale, e la Rai non ha mostrato grande interesse verso la pallacanestro. LBA TV è un prodotto che alla lunga può essere vincente.
Prossima partita Trento-Reggio Emilia: due società simili per visione e capacità di lanciare i giocatori. Che sfida si aspetta?
Sarà una partita difficilissima. Trento vorrà riscattarsi dopo l’utima sconfitta a Tortona. Parliamo di una squadra che, se è in giornata, ha tanto talento e soprattutto tiratori. Trento è una di quelle squadre che non ti da tanti punti di riferimento, per cui se riescono a giocare col loro ritmo, a correre, per noi diventa molto difficile. Dovremmo cercare di limitare il loro gioco e creargli confusione. Forse stanno pagando il bel cammino che hanno fatto in Eurocup in questa stagione, ma vogliono raggiungere i playoff.
27ª GIORNATA
Sabato 18 aprile
Trento-Reggio Emilia (ore 18.15, LBA TV, Sky Sport Basket)
Treviso-Udine (ore 20.00,LBA TV)
Domenica 19 aprile
Tortona-Bologna (ore 16.00, LBA TV, Sky Sport Basket e in chiaro su Cielo, canale 26)
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