02/04/2026
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FOCUS BM/ IL MOMENTO DEL WEEKEND LBA: UDINE SI PRENDE LA RIVINCITA CON MILANO, BATTUTA AL FOTOFINISH DOPO IL FINALE CLAMOROSO DELL’ANDATA! – DI ALESSIO APICELLA
Mancano poco più di 9 minuti alla fine della partita tra Apu Udine e Olimpia Milano, il punteggio dice 56-66, +10 degli ospiti che con un parziale di 8-16 hanno allungato sui padroni di casa. Milano ha disperato bisogno di vincere, facendolo andrebbe a 34 punti e quindi a -2 dalla Virtus, a riposo. Calzavara […]
Mancano poco più di 9 minuti alla fine della partita tra Apu Udine e Olimpia Milano, il punteggio dice 56-66, +10 degli ospiti che con un parziale di 8-16 hanno allungato sui padroni di casa. Milano ha disperato bisogno di vincere, facendolo andrebbe a 34 punti e quindi a -2 dalla Virtus, a riposo.
Calzavara in attacco fa canestro e subisce fallo, 2+1 e quindi 59-66, ma Milano dall’altro lato risponde con l’appoggio di Diop, 59-68. Udine torna ad attaccare, dopo 20 secondi di azione Alibegovic rischia di perdere palla ma riesce a riprendere il controllo e serve Ikangi fuori dall’arco, che prende e segna la tripla del 62-68, -6 a 8 minuti.
Milano sbaglia in attacco e Bendzius in contropiede appoggia per il canestro del 64-68 a 7:50 dal termine. Milano però sembra resistere al parziale di 5-0 di Udine e risponde con la tripla di Mannion per il 64-71, i bianconeri rispondono con Ikangi da tre, ma Milano non molla e con 4 punti di Nebo e un canestro di Bolmaro si porta avanti di 8, sul 69-77 a 5 minuti dal termine.
Udine si aggrappa a Bendzius che continua a crederci, fa a spallate con Ellis sotto canestro e trova il 71-77, poi fa 2/2 dalla lunetta, 73-77 a poco più di 4 minuti dalla fine. Milano non riesce a segnare e in attacco Udine va di nuovo da Bendzius che si prende la posizione e costringe tutta la difesa biancorossa a girare, liberando Alibegovic da tre che riceve e segna il 76-77, un 7-0 di parziale che riporta Udine sotto di 1.
Mirza Alibegovic, il capitano di Udine.
Christon dalla lunetta, dopo l’ennesima azione di Milano senza canestro, fa 2/2, 78-77 a 3′ dalla fine. Leday sbaglia ancora una volta, stavolta da tre e così a 2:40 dalla fine Udine ha palla in mano e possibilità di allungare. Christon gestisce palla, attacca l’area ma si ferma trovandosi Nebo davanti, arresto e tiro perfetto, 80-77, parziale chiuso di 11-0 in meno di 3 minuti di gioco.
Milano ci riprova in attacco e stavolta Leday trova il canestro, oltre al fallo di Bendzius, l’uomo che ha tenuto finora in partita Udine tra punti e assist. Il numero 16 biancorosso fa 2+1 e così è perfetta parità sull’80-80 a poco più di 2 minuti dalla fine.
L’attacco di Udine passa di nuovo dalle mani di Christon, il numero 0 si sposta prima sul lato destro poi Calzavara gli lascia spazio al centro e cerca di riattaccare dalla zona centrale. Guduric su di lui, che però non può nulla sull’arresto e tiro di Christon che trova un’altra parabola perfetta e il canestro dell’82-80 a 110 secondi dal termine.
Gli ospiti tornano in attacco ma Leday pasticcia, commettendo prima fallo in attacco e poi in difesa sul tiro di Bendzius che dalla lunetta fa 1/2 e porta Udine avanti 83-80 a 85 secondi dalla fine. Milano tenta di segnare subito ma Brooks sbaglia da tre, come anche Calzavara che non trova il canestro del +5. Mannion recupera il rimbalzo e poi passa il pallone a Bolmaro che però rovina tutto perdendo palla mentre palleggia. Spencer recupera e in recupero Brooks deve fare fallo su Christon che va in lunetta.
Al numero 0 non trema la mano: 2/2 e 85-80 a 38 secondi dal termine. Milano ha ancora una possibilità ma deve segnare. Leday batte la rimessa e la passa a Mannion, l’italiano aspetta l’arrivo di Guduric, ma Alibegovic esce forte sul 23 biancorosso che così deve fare un palleggio per tentare il tiro, c’è però poi Christon a mettersi davanti e rovinargli tutto.
Guduric però è molto lucido e vede subito che Mannion ha un pò di spazio, ora che Christon ha cercato di aiutare in difesa, per tirare. Il serbo serve con un gran passaggio veloce e con la mano sinistra Mannion, che arpiona il pallone e in un attimo si mette in posizione di tiro. Christon non fa in tempo a recuperare che la palla già viaggia verso il canestro, la traiettoria è precisa: 85-83 a 33 secondi dal termine.
Udine riesce ad andare in attacco, giocando l’azione per 20 secondi, fino al fallo commesso sul tiro di Christon da Guduric. Il numero 0 bianconero va in lunetta per chiudere la partita, in caso di 2/2 porterebbe Udine sul +4 a 13 secondi dal termine. Christon segna il primo, tranquillizzando il palazzetto, ma sbaglia il secondo, 86-83.
Questo complica le cose a Udine, perchè Milano recupera il pallone ed è pronta ad andare in attacco per pareggiarla. Calzavara commette fallo su Brooks a 10 secondi dalla fine, dando la possibilità ad Udine di rimettersi in posizione di difesa.
La palla dalla rimessa, battuta da Brooks, arriva a Mannion, come nell’azione precedente che aveva portato alla tripla del -2 dell’italiano. Mannion tenta di attaccare ma poi da la palla a Brooks, che è marcato stretto da Calzavara. Il numero 31 di Udine non lascia respirare lo statunitense che riesce comunque a girarsi verso il lato destro del campo.
Il numero 12 biancorosso però dopo un palleggio verso destra torna di prepotenza a sinistra, riuscendo a staccarsi quanto basta da Calzavara per avere lo spazio per tirare. 6 secondi alla fine, Brooks mette i due piedi in posizione di tiro e poi si alza per far partire la parabola, esattamente sul logo Unipol. Calzavara cerca di infastidirlo ma il tiro è già partito.
Skylar Spencer
La traiettoria sembra precisa, diretta verso il canestro. Il pallone viaggia spedito e si avvicina al ferro, stampandosi clamorosamente su di esso e rimbalzando molto in alto, sbattendo sul tabellone. Purtroppo però il pallone è troppo veloce ed esce fuori dalla zona del canestro, tornando verso il campo dove si lotta per prendere il rimbalzo.
3.3 secondi, Guduric lotta per tentare di arpionare il pallone ma finisce a terra mentre la palla viaggia verso la linea di fondo. In caso di uscita sarebbe rimessa per Milano che avrebbe 1.5 secondi per trovare una tripla miracolosa. Ikangi però è bravissimo, si lancia per prenderla ma lo fa restando quanto basta dentro al campo e sporgendosi senza toccare la linea bianca con i piedi.
Ikangi prende il pallone e lo lancia via. Suona la sirena, vittoria UDINE! Esplode il PalaCarnera, è una vittoria storica per i bianconeri che battono la squadra più titolata d’Italia dopo una battaglia e una partita bellissima. Un incredibile Eimantas Bendzius che ha segnato ben 11 punti, sui suoi 12 totali, soltanto nell’ultimo quarto, dimostrandosi un vero combattente fino alla fine. Semaj Christon chiude con 25 punti e il 56% dal campo, oltre al capitano e leader Mirza Alibegovic, 16 punti per lui anche in una serata difficile. Senza dimenticare i 10 rimbalzi e 4 rubate di Spencer, o i 10 punti di Ikangi.
Udine in Serie A non trovava la vittoria dall’8 febbraio, quasi due mesi di digiuno. Un successo che vale molto di più anche in vista del derby con Trieste di domenica 12 aprile che si prospetta infuocato anche per la poca distanza tra le due squadre in classifica. Sì perchè Udine sale a quota 18 punti approfittando proprio della sconfitta di Trieste per accorciare, con soli 2 punti di distacco dalla zona playoff e una partita in meno di Trento, a quota 20 punti.
Inoltre, è una bella rivincita per quante partite quest’anno Udine ha perso nel finale per pochi punti, ben 7, tra cui proprio quella con Milano con il finale pazzesco all’andata che vide Leday segnare da tre l’82-81 biancorosso e poi la tripla di Alibegovic miracolosa, con Brooks che distrusse i sogni di gloria di Udine segnando sullo scadere da tre per l’85-84 (QUI quel MOMENTO del WEEKEND: GLI ULTIMI MINUTI DI MILANO-UDINE SONO DA APPENDERE AL MUSEO DEL CINEMA). Una brutta beffa, oltre a quella con la Virtus Bologna, Edwards sulla sirena segna l’80-81 (QUI il MOMENTO del WEEKEND); o quella di Brescia, sempre sulla sirena con la tripla di Della Valle per l’83-80.
Ma la vera bellezza dello sport è che ti dà la possibilità di rifarti, in qualsiasi modo, ed è ancora più bello quando succede proprio contro la stessa squadra che ti ha battuto nel medesimo modo all’andata.
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