14/03/2026
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BM ANTEPRIMA LBA / BOGDAN TANJEVIC: “IN ITALIA CI VORREBBERO PIÙ DUSKO IVANOVIC. ALLENATORI CON IL CORAGGIO DI DARE FIDUCIA AI GIOVANI. NON CREDO AL PROGETTO NBA EUROPE PER UN ASPETTO CULTURALE – DI EDOARDO TAMBA
22 ͣ giornata di LBA che presenta come match di cartello il “derby d’Italia” tra Virtus Bologna-Olimpia Milano. La Virtus senza playmaker, mentre Milano è in forma dopo la vittoria col Maccabi. Nell’avvicinarci a questa giornata noi di BM abbiamo intervistato Bogdan Tanjevic, 1 scudetto e 1 Coppa Italia con Milano, ma anche coach storico […]
22 ͣ giornata di LBA che presenta come match di cartello il “derby d’Italia” tra Virtus Bologna-Olimpia Milano. La Virtus senza playmaker, mentre Milano è in forma dopo la vittoria col Maccabi. Nell’avvicinarci a questa giornata noi di BM abbiamo intervistato Bogdan Tanjevic, 1 scudetto e 1 Coppa Italia con Milano, ma anche coach storico di Trieste e Caserta, nonché della Nazionale, che ha guidato alla vittoria dell’Eurobasket 1999. Tanti gli argomenti trattati, soprattutto sui giovani e sul progetto NBA Europe.
Dopo le nazionali giovanili, molti giovani fanno più fatica a fare il salto in prima squadra. Come se lo spiega?
Il problema è che i giovani usciti dalle giovanili non trovano poi lo sbocco principale per entrare nel mondo dei giocatori formati. Questo succede già da un po’ di tempo, specialmente da quando le squadre hanno sei, sette stranieri nel proprio roster. Penso a Fontecchio che abbiamo scoperto essere un grande giocatore a 27 anni, che in Italia non aveva tale considerazione. Poi è andato da Aito all’Alba Berlino e il suo talento è scoppiato. Adesso è il miglior giocatore della nazionale italiana. Se avessimo la fortuna di avere più allenatori come Dusko Ivanovic in diverse squadre d’Italia, ci sarebbe anche un grosso successo nel lavoro con le giovanili. Nella Virtus, giovani come Niang e Ferrari giocano con tranquillità supportati dal proprio allenatore, e poi rendono anche nella nazionale maggiore. Servono più allenatori allenatori con il coraggio di dare fiducia ai giovani.
Quali sono le differenze tra il metodo italiano e quello slavo?
Fino ad un po’ di tempo fa le squadre slave si appoggiavano maggiormente ai giocatori di casa. Adesso anche le grandi squadre che giocano in Eurolega, con i budget che hanno vanno a prendere tanti stranieri costosi e non riescono a promuovere tanti giovani che diventino poi leader della squadra. Questo è il problema, perché secondo me le squadre che vogliono fare grandi risultati devono avere giocatori costruiti in casa e la squadra si deve costruire prima su di loro e poi aggiungere qualche straniero.
Cosa ne pensa della possibilità per i giovani di andare in NCAA?
Questa è un’ulteriore via per scappare da un mondo in cui i giovani innanzitutto non si sentono protetti protetti dalle società e dagli allenatori Questa possibilità è molto pericolosa per lo sviluppo di lavoro con i giovani. In NCAA giocano, guadagnano tanti soldi e devono conseguire un titolo di studio. Questo è rischioso per i club che vogliono investire nel settore giovanile. Già adesso ce ne sono poche di società che riescono a far emergere qualche giocatore.
Attualmente a Belgrado, nel Mega Belgrado, gioca Luigi Suigo. Ha avuto modo di vederlo?
Sì l’ho visto, e posso dire che è in uno dei posti migliori per far crescere i giocatori. Ottimi allenamenti e sempre buonissimi allenatori. Parliamo di una squadra che nella ABA Liga di qualche anno fa ha dato 30 punti all’ Olimpia Ljubljana. Questa è un’ottima scuola per lui, anche per il futuro della Nazionale.
Milano si è affidata ad un giovane come Poeta. Da allenatore come le sembra, anche in confronto a Pozzecco?
Pozzecco è perfetto per il Galatasaray, perchè il suo temperamento corrisponde a quello del pubblico in Turchia. Lui si sentirà bene lì, sono sicuro. Poeta è arrivato su una panchina così grande al momento giusto. Come per i giocatori vale anche per gli allenatori. Poeta è arrivato lì grazie a Messina che lo ha scelto, ed è una cosa positiva per il basket.
Come vede invece la Virtus Bologna che quest’anno ha rinnovato tanto?
Sotto la guida di Ivanovic tanti giocatori, anche giovani, stanno facendo eccellenti risultati. Anche in Eurolega se pensi al budget della Virtus a confronto delle altre squadre. Il lavoro quotidiano con Ivanovic da ai giocatori fiducia e la loro crescita accelera. Edwards è un giocatore che può fare grandi prestazioni e sbagliare la partita dopo, comunque dà un contributo alla squadra uscendo un po’ fuori dagli schemi.
Qual è la sua opinione sul basket moderno?
Tutto il mondo è dominato dal gioco di tre, gran parte delle squadre si appoggiano su questo e se sono in giornata possono vincere grazie ad esse. Quando non entrano le squadre vanno in difficoltà per mancanza di alternative. La penso come Dan Peterson sul tiro da tre, perchè cancella la zona di mezzo tra la lunga distanza e il gioco sotto canestro.
Un suo parere sulla possibile NBA Europe e il rapporto con l’Eurolega? Rischiano di calpestarsi i piedi?
Non credo in questo progetto perché la NBA non è abituata a perdere soldi. Si tratta del più sano business in tutta l’America, anche grazie agli introiti televisivi. Tutti ci guadagnano. In Europa non c’è questo share televisivo, e se non sei in televisione non crei interesse per dei possibili investitori. Anche gli introiti che le squadre ricevono grazie alla vendita del merchandising sono tanti. Le condizioni poi per entrare in questa lega sono legate al numero di abbonati e la capienza del palazzetto, varie condizioni non garantite in Europa. Qui le biglietterie dei grandi palazzetti portano tanti soldi nelle casse dei club, ma senza l’aiuto dello Stato non si costruiscono grandi budget.Le città che vorrebbero coinvolgere come Londra e Manchester non hanno interesse per il basket, altrimenti avrebbero già costruito grandi squadre. Anche l’Eurolega li avrebbe favoreggiati e gli avrebbe dato una wild card. Questo progetto della NBA può disturbare, eventualmente rubare una, due, tre squadre di Eurolega. Ma l’Eurolega è già un campionato eccellente.
Si parla del fatto che ci siano troppe partite, e una soluzione potrebbe essere dividere l’Eurolega in due gironi, e forse anche la Serie A più avanti.
Anche per me sono troppe. Recentemente ci sono state le coppe nazionali, che per chi vince sono tre partite da giocare, magari per chi gioca le coppe dopo aver giocato due partite la settimana prima. A me piaceva di più la Coppa Campioni rispetto all’Eurolega perché bisognava qualificarsi alla competizione per meriti sportivi, non comprando i diritti. Molte qualificazioni arrivavano grazie al posizionamento in campionato. Anche la lotta per la retrocessione crea interesse, mentre nella cultura americana la possibilità di retrocedere non c’è. Quando i giocatori americani arrivano qui non capiscono perchè la gente piange.
La Nazionale di Banchi ha dei punti in comune con quella che ha allenato lei?
Mi sembra in assoluto ringiovanita e già questo mi piace molto. Speriamo che adesso tutti questi giocatori giovani prendano confidenza e migliorino.
Secondo lei quali possono essere le prospettive della nazionale?
La concorrenza in campo internazionale è alta. Nell’ultimo Europeo la Serbia che poteva vincere è uscita con la Finlandia. Se non giochi al massimo, può succedere di tutto.
Domenica ci sarà Virtus-Olimpia, un suo pronostico?
Mi piace molto vedere la Virtus, che con i giovani in campo gioca bene. Il bilancio degli ultimi è abbastanza equilibrato, con le squadre al completo direi la Virtus, ma senza playmaker forse Milano ha delle possibilità in più.
22 ͣ GIORNATA
Sabato 14: Venezia-Udine (20.00, LBA TV e Sky Sport Basket)
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