11/03/2026
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FOCUS BM/ IL MOMENTO DEL WEEKEND LBA: IL TIRO DI GREEN SI STAMPA SUL FERRO, CANTU’ NON RIESCE A VINCERE IL DERBY CON MILANO – DI ALESSIO APICELLA
Il derby tra Olimpia Milano e Pallacanestro Cantù di lunedì sera ha regalato emozioni e spettacolo. Due squadre che si trovano in situazioni opposte in classifica e stanno vivendo momenti completamente diversi. Cantù è a +4 dall’ultimo posto, che vorrebbe dire retrocessione in A2, dopo un solo anno di LBA. Milano invece è a -6 […]
Il derby tra Olimpia Milano e Pallacanestro Cantù di lunedì sera ha regalato emozioni e spettacolo. Due squadre che si trovano in situazioni opposte in classifica e stanno vivendo momenti completamente diversi. Cantù è a +4 dall’ultimo posto, che vorrebbe dire retrocessione in A2, dopo un solo anno di LBA. Milano invece è a -6 dal primo posto in classifica. Entrambe cercano disperatamente la vittoria, che poi in un derby vale ancora di più.
3:24 alla fine della partita, il risultato dice 80-76 per Milano, con i biancorossi che sembrano avvicinarsi alla vittoria dopo il canestro di Shavon Shields del +4, ma Cantù non vuole mollare la presa e la tripla di Xavier Sneed riporta i canturini a -1. Dall’altro lato c’è Pippo Ricci, che replica e riporta sul +4 i biancorossi, ma ancora risponde Cantù con Christopher Chiozza a 2:30 dalla fine, il punteggio dice 83-82 per Milano.
I padroni di casa tornano avanti e trovano la tripla, ancora una volta, con Leandro Bolmaro, il numero 10 biancorosso riporta in vantaggio di un possesso Milano, di nuovo sul +4 stavolta a 130 secondi dal termine.
Il valzer di triple segnate da una parte e dall’altra viene interrotto da Sneed, che sbaglia dopo 4 canestri da tre consecutivi tra Milano e Cantù. Poi lo copia sia Ricci, sia Bortolani, che Guduric. A 1:11 dalla sirena il punteggio è di 86-82.
Oumar Ballo trova un canestro su un’azione veloce di Cantù, che va a -2, ma il fallo di Bortolani su Guduric annulla il recupero, perchè il numero 23 biancorosso fa 2/2 ai liberi, si torna sul +4 (86-84) a 43 secondi dalla fine.
Palla in mano a Cantù che ha un disperato bisogno di trovare il canestro per accorciare e restare ancora in vita. Bortolani, l’ex del match, si sposta sul lato sinistro del campo con il possesso del pallone, Nebo su di lui, qualche palleggio, con lo statunitense biancorosso che cerca di infastidirlo.
Bortolani, poi, improvvisamente, attacca il canestro, Nebo gli sta addosso e non lo molla, non gli lascia spazio, alza anche il braccio per rendergli difficile la visuale. Bortolani va fino in fondo e riesce miracolosamente ad appoggiare il pallone al tabellone e a trovare il canestro dell’88-86, sfruttando l’unico spiraglio che aveva della visuale del ferro.
Circa 30 secondi rimanenti. Milano torna in attacco per cercare il canestro della vittoria definitiva. La palla, a 16 secondi dalla fine, è nelle mani di Marko Guduric, il numero 23 attacca l’area dopo il blocco portato da Nebo. Ballo è però bravo a tenerlo e la guardia serba è obbligata a passare il pallone, lo fa verso l’esterno, sul limite della linea da tre punti, dove c’è Pippo Ricci ad aspettarlo.
Il numero 17 biancorosso riceve e si alza per tirare, sarebbe la tripla della vittoria, quella che varrebbe il -4 in classifica dalla Virtus Bologna, prima, e il successo nel derby. La parabola sembra perfetta, ma la direzione è completamente sbagliata: il pallone non tocca o sfiora nemmeno il primo ferro, ma anzi va in discesa distante dal canestro e sembra finire a terra.
Sul punto di caduta, però, in mezzo a tante maglie bianche di Cantù, c’è n’è una rossa, quella di Bolmaro che recupera il rimbalzo e cerca di trovare subito un tiro fattibile. Shields è libero fuori dalla linea da tre punti, il pallone gli arriva ma ha circa 1.5 secondi per tentare il tiro. Shields riesce a lanciare il pallone verso il canestro in un attimo e la sua parabola è anche molto precisa, ma purtroppo non abbastanza, e così la sfera a spicchi rimbalza tra primo e secondo ferro, prima di finire nelle mani di Ballo.
A questo punto, Cantù ha 4 secondi per trovare un canestro che le permetterebbe di andare quantomeno all’overtime, bisogna però percorrere il campo molto velocemente.
La sfera arriva nelle mani di Erick Green che con due palleggi supera la metà campo, 2 secondi alla fine. Su di lui esce Guduric, ma non ha l’equilibrio per fermarsi davanti a lui, così tenta di saltare verso l’alto per infastidire la visuale dell’attaccante. Green lo salta facilmente con un altro palleggio, e a 1.3 secondi dalla sirena arriva al limite della linea da tre punti.
Il numero 23 canturino si appoggia sul piede destro per tentare un tiro miracoloso. A circa 7 decimi di secondo dalla fine, il pallone lascia le sue mani, con il suo corpo che, lanciatosi in volo in movimento e in velocità, inizia a girare verso sinistra.
La parabola, però, è incredibilmente precisa, e anche la potenza lo è. O almeno sembra. Il pallone si stampa incredibilmente sul primo ferro e poi torna verso il campo. Intanto suona la sirena, Milano esulta, mentre i sogni di Cantù di trionfare nel derby si infrangono.
E’ la vittoria dell’Olimpia Milano, la sesta consecutiva dalla sconfitta di Brescia, e ora i biancorossi sono terzi in classifica, a pari merito con Brescia (anche se con una gara in meno) e a -4 dal primo posto, posizione che nei primi mesi di stagione sembrava molto difficile da raggiungere.
Cantù si arrende alla superiorità dei meneghini, che nel finale sono stati leggermente più precisi di Cantù, anche se in quei 2 minuti di triple da una parte e dall’altra entrambe le squadre erano entrate in modalità principiante e avevano iniziato a segnare senza problemi da tre.
Alla fine, non tutto va per il verso giusto, e probabilmente, su quel tiro, Erick Green ci penserà la notte, perchè se fosse andato 2 centimetri più avanti, staremmo parlando d’altro, e questo articolo avrebbe un titolo, e un argomento, completamente diverso.
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