08/03/2026
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Varese e la maturità di una vittoria che cambia la prospettiva?
Sono passati 107 giorni da quando Varese subì una delle peggiori sconfitte della stagione contro Udine. Quel 23 novembre sembra lontanissimo, alla luce di come, proprio contro l’APU, la squadra di coach Ioannis Kastritis non si sia limitata a battere un’avversaria solida e temibile, che in questa edizione del campionato non aveva mai perso in […]
Sono passati 107 giorni da quando Varese subì una delle peggiori sconfitte della stagione contro Udine. Quel 23 novembre sembra lontanissimo, alla luce di come, proprio contro l’APU, la squadra di coach Ioannis Kastritis non si sia limitata a battere un’avversaria solida e temibile, che in questa edizione del campionato non aveva mai perso in doppia cifra. Nel 92-81 del PalaCarnera – con i biancorossi capaci di toccare anche il +17 a metà del terzo quarto – c’è tutto ciò di cui Varese aveva bisogno: due punti immediati al rientro dalla pausa per le Nazionali e l’elisione del -7 dell’andata, frutto di intelligenza tattica e attenzione ai dettagli.
In questo senso si è vista la migliore versione della Pallacanestro Varese in questa stagione per costanza e attitudine. Una squadra capace di condurre fin dalle prime battute e di imporre la propria volontà di gioco a un’avversaria filosoficamente agli antipodi. E chi ha seguito Varese quest’anno sa bene che partite di questo tipo sono state spesso indigeste – basti pensare alla disfatta contro Pallacanestro Reggiana o la stessa Udine. E invece i biancorossi si esprimono al massimo delle proprie possibilità, esaltandosi nella difesa perimetrale (Tazè Moore e Jaron Stewart firmano 8 delle 11 palle rubate di squadra) e ritrovando la scintilla del tiro da tre punti (15 su 39, 38,5%). Corale, cinica e determinata, la Openjobmetis riesce perfino a rendere ininfluente la career night di Christian Mekowulu, autore di una doppia doppia da 25 punti e 14 rimbalzi, nonostante il netto svantaggio a rimbalzo (44-33).
“Siamo un gruppo super competitivo e abbastanza maturo da sapere qual è la strada che abbiamo preso e dove vogliamo andare. Tutto quello che è successo in passato, nel bene e nel male, ci ha aiutato a essere ciò che siamo oggi. Sono molto positivo perché vedo come sta lavorando la squadra. È la cultura che stiamo costruendo”.
La fiducia di Kastritis emergeva chiaramente già quarantotto ore prima della gara, consapevole dell’ottimo lavoro svolto dalla squadra durante la pausa: un passaggio fondamentale per non disperdere lo slancio dell’ultimo successo contro Germani Brescia.
E questi due punti pesano. A Udine emerge la maturità di Varese, di un gruppo in cui ogni tassello trova il proprio posto e riesce a sopperire anche all’assenza di capitan Matteo Librizzi. Olivier Nkamhoua guida da MVP con 23 punti e 6 rimbalzi in 31 minuti; Ike Iroegbu ne aggiunge 20 (3 su 8 dall’arco) con 6 assist, lucido e freddo nei momenti decisivi; Davide Alviti ritrova precisione dall’arco producendo 16 punti con 4 su 10; mentre Moore scardina la difesa con la sua consueta adrenalina, chiudendo con 15 punti, 6 rimbalzi, 3 recuperi e 3 assist.
Tutti elementi che compongono una vittoria che vale più di due punti. La Openjobmetis aggancia il treno playoff. Anche alla luce di una vittoria così convincente, la post-season rimane sempre e comunque un sogno indirizzato da matematica ed episodi. Perciò continuare a guardare avanti è l’imperativo, una partita alla volta.
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