02/03/2026
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Pallacanestro Trieste, Paul Matiasic ha rilasciato un’intervista importante a Il Piccolo: “Il mio obiettivo qui è trovare soluzioni”
Le parole di Paul Matiasic a Il Piccolo: “Il disimpegno non è mai l’opzione attraente, al contrario, il mio obiettivo qui è trovare soluzioni. Sono impegnato a elevare l’ecosistema della pallacanestro in Italia e Trieste spicca come esempio di come questo sviluppo possa avvenire. Ci sono alcune persone qui a Trieste che, con le loro […]
“Il disimpegno non è mai l’opzione attraente, al contrario, il mio obiettivo qui è trovare soluzioni. Sono impegnato a elevare l’ecosistema della pallacanestro in Italia e Trieste spicca come esempio di come questo sviluppo possa avvenire. Ci sono alcune persone qui a Trieste che, con le loro ardite speculazioni e teorie infondate, stanno servendo gli interessi di altri. Mirano a incitare l’opinione pubblica e ad alimentare sentimenti negativi. È sbagliato.
Ho trovato molta collaborazione e affetto a Trieste, che ho ricambiato. In definitiva, tutti vogliono la stessa cosa, la sostenibilità economica. Abbiamo bussato instancabilmente a molte porte e molti imprenditori hanno risposto. Abbiamo anche ottenuto il sostegno della Regione, che è uno sponsor e un partner prezioso. Ma la struttura ha ancora bisogno di essere sostenuta da un main partner in grado di mettere a disposizione un budget primario, come avviene per la maggioranza dei team di Lega. Potreste voler commentare: storicamente è sempre stato così, quindi quale avrebbe potuto essere il catalizzatore del cambiamento? La risposta è evidente ed è sotto gli occhi di tutti: basta guardare il progetto che abbiamo costruito, non solo per l’autentico lavoro di radicamento nella comunità e per i programmi avviati, ma anche perché prevede una squadra altamente competitiva, costantemente presente in Coppa Italia e quest’anno in Europa dopo 20 anni. Ritenevamo che tutto questo potesse diventare un asset molto più attraente per grandi main sponsor, ma fin qui non lo è stato, e abbiamo lavorato molto per questo […] Non dico nulla di nuovo quando sottolineo che gli investimenti dovrebbero essere sostenuti anche dagli stakeholder della comunità, e che il modello proprietario-sponsor, per sua natura, è di solito un modello a più breve termine, che ha il compito di creare una leva. La maggior parte degli imprenditori e investitori più accorti accetterà di sobbarcarsi da solo l’intero onere solo per un periodo limitato, per far partire il progetto e creare l’appetibilità per gli sponsor: questo non vuol dire disimpegnarsi, significa essere concreti, razionali e capaci di mantenere l’asset nel tempo […]”.
Sui possibili contatti per Roma:
“A oggi abbiamo cercato risorse solo su Trieste, lo facciamo da oltre due anni e non sono arrivate. Ho investito di più quest’anno con l’obiettivo di elevare ancora il Club, perché pensavo che in questo modo, con più ambizioni ed entusiasmo, potessero arrivare nuovi investimenti. Ma la realtà è che abbiamo raccolto, tra gli imprenditori locali, una cifra ben al di sotto di quanto necessario per essere competitivi ed eccellere ai massimi livelli del nostro campionato e in Europa. Da tre anni copro personalmente la sostanziale differenza finanziaria. Dobbiamo prendere atto che il meccanismo del proprietario-sponsor esclusivo non è né virtuoso né sostenibile; pensare il contrario significa andare contro ogni logica imprenditoriale. Le possibilità sono due: non avere il coraggio sognare e competere davvero (una squadra con minori ambizioni, un progetto di pura sopravvivenza) oppure cambiare il meccanismo e pensare fuori dagli schemi. Per me è antitetico limitarsi a “sopravvivere” nella pallacanestro, quello non dovrebbe mai essere l’obiettivo”.
Trieste avrà una squadra anche il prossimo anno:
“Non credo che le grandi aziende di Trieste non siano interessate alla pallacanestro. Credo che alcune di esse non abbiano visto la leva necessaria per investire nel basket, e indipendentemente da questo meritano rispetto. Io infatti ho il massimo rispetto per tutti gli imprenditori e penso che ogni imprenditore debba fare le proprie scelte, e questo vale anche per me. Tuttavia, qui manca la domanda più importante: cosa accadrà in futuro? È stato ipotizzato da alcuni, che sembrano intenzionati a creare allarmismo, forse per ottenere ascolti o attenzione, che in qualche modo Trieste non avrà una squadra il prossimo anno: semplicemente non è vero. La avrà”.
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