21/02/2026
-
Achille Polonara: “Non mi sento un eroe. Ora mi manca un’operazione, poi penserò al basket”
Achille Polonara è stato intervistato dal Corriere della Sera nella cornice delle Final Eight di Coppa Italia, di cui è stato ospite in questi giorni. Il giocatore della Dinamo Sassari ha affrontato nei mesi scorsi una serissima battaglia contro la leucemia mieloide, che lo ha visto rischiare la vita finendo in coma per diversi giorni. […]
Achille Polonara è stato intervistato dal Corriere della Sera nella cornice delle Final Eight di Coppa Italia, di cui è stato ospite in questi giorni. Il giocatore della Dinamo Sassari ha affrontato nei mesi scorsi una serissima battaglia contro la leucemia mieloide, che lo ha visto rischiare la vita finendo in coma per diversi giorni. Nell’intervista Polonara ha anche rivelato che il percorso medico non è ancora finito: lunedì dovrà essere sottoposto a un’ultima operazione al cuore, prima di poter iniziare a pensare al ritorno in campo.
“In questo momento vedo il basket non come una professione ma come un divertimento. E vorrei tornare a divertirmi. Se sono pronto? Mi manca ancora un’operazione, lunedì mi chiudono un foro nel cuore con uno strumento chiamato ‘ombrellino’, ma in confronto a ciò che ho passato questa è una passeggiata di salute“ ha detto Polonara, che non si definisce un eroe come invece le persone fanno. “Per molte persone sembra che io abbia fatto chissà cosa, ma se tu mi chiedi che cosa ho fatto, in realtà sono andato in coma e mi sono risvegliato. Non ci vedo nulla di eroico” le parole del giocatore.
Polonara ha ripercorso la malattia, fin dalla prima diagnosi di tumore ai testicoli, dalla quale era guarito in pochi mesi, fino ad arrivare alla leucemia. “Ho pensato: basta, ora mi butto dalla finestra dell’ospedale e la faccio finita. Per fortuna c’era Erika [sua moglie, ndr] lì: devi resistere per la famiglia, per i bambini. Ma mi sono sentito spalle al muro con dieci bestioni che ti tengono fermo. Volevo scomparire. Poi però ho pensato: non è giusto che i miei figli crescano senza un padre, o che pensino che papà non ci abbia almeno provato” ha raccontato l’azzurro sui momenti immediatamente successivi alla ricezione della diagnosi.
In cosa Achille Polonara è cambiato, dopo questa malattia? “Prima ero molto credente, adesso non lo sono più. Prima non c’era sera che non pregassi. Adesso onestamente non ci riesco. Nonostante gli amici mi dicano “dai, sei stato miracolato, forse da lassù qualcuno ti ha aiutato”. Ma è lo stesso qualcuno che mi ha fatto ammalare? Perché proprio a me? Io che ho sempre pregato…”.
Poche settimane fa, in un’altra intervista, Polonara aveva rivelato di puntare un rientro in campo per fine marzo, proprio dopo aver completato il processo di recupero. La Dinamo lo aspetta, che sia il mese prossimo o tra un più lungo periodo di tempo.
Questo sito utilizza i cookies. Utilizzando il nostro sito web l'utente dichiara di accettare e acconsentire all' utilizzo dei cookies in conformità con i termini di uso dei cookies espressi in questo documento.