20/02/2026
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BM ON FINAL EIGHT/ La Coppa entra nel vivo: domani le semifinali – di Eugenio Petrillo
La Frecciarossa Final Eight di Coppa Italia 2026 entra nel suo momento più caldo. Due semifinali, due sfide dal peso specifico enorme, novanta minuti complessivi che valgono una stagione. Torino si prepara a vivere una giornata in cui davvero può succedere di tutto, perché la Coppa Italia – per definizione – non ammette appelli. Germani […]
La Frecciarossa Final Eight di Coppa Italia 2026 entra nel suo momento più caldo. Due semifinali, due sfide dal peso specifico enorme, novanta minuti complessivi che valgono una stagione. Torino si prepara a vivere una giornata in cui davvero può succedere di tutto, perché la Coppa Italia – per definizione – non ammette appelli.
Germani Brescia – EA7 Emporio Armani Olimpia Milano (ore 18)
Sulla carta è la partita più pronosticabile del lotto, ma proprio questo è il tranello. In una competizione a gara secca le gerarchie possono ribaltarsi in un attimo, e il derby lombardo tra Brescia e Milano si presenta con tante sottotrame tecniche e mentali.
La Germani arriva alla semifinale con un’inerzia completamente diversa rispetto a quella che aveva prima di sbarcare a Torino. Le due sconfitte consecutive e i dubbi che accompagnavano la squadra di coach Matteo Cotelli sono stati spazzati via da un quarto di finale autoritario contro l’APU Old Wild West Udine. Nonostante l’assenza pesante di Nikola Ivanovic, Brescia ha imposto ritmo e fisicità sin dai primi possessi, mostrando una compattezza che nelle ultime settimane era sembrata smarrita.
Il successo è stato costruito su basi solide: i punti e la leadership di Amedeo Della Valle, la concretezza bidirezionale di Jason Burnell e soprattutto l’impatto dominante di Maurice Ndour. Il lungo senegalese non si è limitato a produrre in attacco, ma ha cambiato la partita in difesa, chiudendo il ferro nel momento migliore dei friulani e spegnendo sul nascere qualsiasi tentativo di rimonta.
Ora però il livello si alza. Di fronte ci sarà un’Olimpia Milano meno scintillante del solito ma tremendamente efficace. Nei quarti contro Trieste non si è vista una squadra travolgente, bensì un gruppo cinico, capace di azzannare la partita nel momento chiave e di non mollarla più. Un atteggiamento quasi “cannibale”, da grande squadra abituata a questo tipo di palcoscenici.
La nota dolente è l’infortunio muscolare di Ousmane Diop, che stava offrendo minuti di qualità forse anche superiori a quelli di Josh Nebo. L’assenza dell’azzurro costringerà Peppe Poeta a rivedere le rotazioni e a intervenire sulla lista stranieri: probabile l’inserimento di Devin Booker, con l’ipotesi più remota legata a Bryant Dunston. Una scelta che inevitabilmente toglierà spazio a uno degli esterni.
Una certezza, invece, risponde al nome di Shavon Shields. Contro Trieste è tornato a essere determinante come non accadeva da tempo: produzione offensiva, letture, presenza difensiva. Milano sa che molto passerà dalle sue mani.
La chiave? Il controllo del ritmo. Brescia vorrà correre quando possibile ma soprattutto difendere forte e sporcare i possessi milanesi. L’Olimpia proverà a far valere profondità ed esperienza. In una partita secca, ogni dettaglio – un rimbalzo, una palla vagante, un fallo speso al momento giusto – può pesare come un macigno.
Se la prima semifinale è un derby, la seconda è una sfida tra ambizione e rivelazione. La Virtus Olidata Bologna è considerata da molti la squadra da battere di questa Coppa Italia, ma il quarto contro Napoli ha dimostrato che nulla è scontato.
I bianconeri hanno sofferto, e non poco. Alle assenze di Alessandro Pajola si è aggiunta con ogni probabilità quella di Daniel Hackett, uscito anzitempo contro la Guerri Napoli. Rotazioni accorciate nel reparto esterni e una serata disastrosa dall’arco (15% da tre): elementi che, nel basket moderno, spesso equivalgono a una sentenza. Eppure la Virtus ha vinto lo stesso.
È questo il segnale più incoraggiante per coach Luca Banchi: vincere senza il proprio marchio di fabbrica offensivo. Momo Diouf ha dominato il confronto con Leonardo Totè, Luca Vildoza ha preso per mano la squadra nel momento più complicato e Derrick Alston Jr ha chiuso i conti con personalità. Capitolo a parte per le guardie: Carsen Edwards ha acceso il motore solo nella ripresa, mentre Matt Morgan ha vissuto una serata complicata (0/5 dall’arco).
Però davanti ci sarà una Tortona in salute smagliante. La Bertram Yacht Derthona ha eliminato Venezia con una prestazione brillante, fatta di ritmo alto, transizione continua e imprevedibilità offensiva. Tommaso Baldasso è stato il simbolo della serata, ma accanto a lui hanno inciso anche Prentiss Hubb e Brekkott Chapman, in un sistema che vive di aggressività e spaziature.
La sensazione è che la squadra di coach Mario Fioretti proverà ad alzare ulteriormente il ritmo per mettere alla prova le rotazioni corte della Virtus. Bologna, dal canto suo, dovrà controllare i possessi, limitare le palle perse e ritrovare percentuali migliori dall’arco.
Due semifinali (tutte visibili su LBA TV, Sky Sport Basket e Cielo), quattro squadre con identità diverse e motivazioni fortissime. In Coppa Italia non esistono seconde possibilità: serve lucidità, ma anche coraggio. E spesso, quando la tensione sale, a decidere non sono solo i sistemi ma i dettagli e la personalità.
Torino è pronta. Ora tocca al campo parlare.
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