16/02/2026
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BM ON LBA / UNA CITTÀ SOSPESA IN VOLO: IROEGBU RILANCIA VARESE E ORA VIENE IL BELLO – DI ANTONIO CATALANO
Ci sono momenti che segnano una stagione. Che ridanno forza, vita, slancio. Che ti fanno riassaporare il gusto di essere tifoso, di essere giocatore. Che ti danno la spinta che ti mancava. Arrivano sempre quando meno te lo aspetti, come un soffio di vento in una giornata di cielo terso. Sembra non muoversi nulla, eppure […]
Ci sono momenti che segnano una stagione. Che ridanno forza, vita, slancio. Che ti fanno riassaporare il gusto di essere tifoso, di essere giocatore. Che ti danno la spinta che ti mancava. Arrivano sempre quando meno te lo aspetti, come un soffio di vento in una giornata di cielo terso. Sembra non muoversi nulla, eppure si muove. Iroegbu ha la palla in mano. Due esitazioni, la penetrazione, il volo. Una città sospesa in volo. Poi, il rilancio.
UNA CITTÀ SOSPESA IN VOLO
Varese era lì. Era quella. Una città sospesa in volo. Lì, dove il cielo è terso, dove non soffia il vento. Iroegbu ha la palla in mano. Mancano 10 secondi alla fine dell’azione. Kastritis aveva appena finito di sbraitare addosso alla gestione folle del penultimo possesso di Varese, con il fallo di Nkamhoua su Della Valle che aveva portato il punteggio sul 96-96. I fantasmi si erano asserragliati alle porte della città, qualcuno presagiva i sentori del disastro. Nessuno pensava a quello che sarebbe successo dopo.
A difesa schierata Iroegbu fa la giocata del campione. Due esitazioni su Ndour che lo perde sul secondo palleggio. Lì, a 3 secondi dalla sirena mortale, incontra Massinburg. Lo sfida, dall’alto dei suoi 1.96. Lo usa come appoggio per volare più su e appoggiarsi al canestro che vale una vittoria pesantissima. Poi, il crollo a terra, sfinito. Le braccia ad X sul petto. La gloria dell’eroe, con i compagni che gli saltano addosso. La realizzazione dell’opera d’arte e la sua contemplazione. Varese batte Brescia 98-96, in casa, tra la sua gente, al termine di un match incredibile, folle, pazzo.
Dove era stata anche sotto di 18 punti. Kastritis non ha mai smesso di martellare, di chiedere ai suoi di dare tutto, di crederci. Nell’intervallo ha ribaltato tutto e tutti. Parole e silenzi, giustamente ponderati per toccare le corde giuste. La reazione, da squadra, da grande squadra. I leader: Iroegbu 26 punti e 5 assist in 31 minuti, Nkamhoua 21 punti e 5 rimbalzi in 31 minuti.
Lo stesso Kastritis. Che in settimana qualcuno aveva critica, aspramente, mostrando il confronto punti con il suo precedessore, Mandole. Un confronto vuoto, inutile, immeritevole di essere anche solo menzionato. La differenza di gioco e di stile è netta. Con Kastritis avere ha ritrovato una sua identità difensiva, sa soffrire, ha vinto partite difficilissime, ne ha perse altrettante per i soliti problemi e un diktat difficile da sostenere in LBA. Kastritis ha risollevato le sorti di una stagione con una vittoria pesantissima, che proietta Varese con il destino nelle sue mani. L’ottava posizione non è impossibile e nessuno ne è fuori ad oggi. Serve continuità.
Non è nemmeno semplice. Soprattutto dopo aver dovuto per forza riabilitare anche Freeman, per non far girare i soliti 7. Per aggiungere possibilità, per dare fiato, per trovare altre soluzioni. Non è semplice perché Varese è così, ballerina. Ma ha i suoi dettami e ha trovato una via. Cosa che prima non c’era. Non c’era niente e non c’erano né emozioni né direttive chiare.
Ora c’è un sogno, dopo aver scacciato momentaneamente quei fantasmi che si erano asserragliati per un possibile overtime. Rimane quel dannato sogno playoff, che mancano da tempo immemore. Varese ha nelle sue corde colpi importanti, ma soprattutto le rivali non sono tanto più attrezzate di lei per poter sostenere questa battaglia. Serve crederci, serve saper dosare energie e scelte. Serve che la ragione, in certi momenti, superi l’irrazionalità o il protagonismo di certi colpi. Kastritis è la persona migliore in questo momento per farlo. Al di là di vuoti numeri, strani confronti (che hanno portato, per fortuna, alla scelta del greco per la panchina biancorossa lo scorso anno). Al di là di tutto. Dove c’è una città sospesa in volo. Destinazione: paradiso.
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