14/02/2026
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PUNTO VIRTUS/ Reazione cercasi: alla Virtus Arena arriva Udine – di Eugenio Petrillo
La fotografia più nitida del momento della Virtus Bologna è quel 91-60 incassato giovedì sera sul parquet dell’Anadolu Efes. Un -31 pesantissimo, difficile da digerire e ancor più complicato da accettare per una squadra che, per ambizione e identità, non può permettersi certi passivi. Se la sconfitta della settimana precedente contro l’Olympiacos aveva almeno attenuanti […]
La fotografia più nitida del momento della Virtus Bologna è quel 91-60 incassato giovedì sera sul parquet dell’Anadolu Efes. Un -31 pesantissimo, difficile da digerire e ancor più complicato da accettare per una squadra che, per ambizione e identità, non può permettersi certi passivi. Se la sconfitta della settimana precedente contro l’Olympiacos aveva almeno attenuanti legate alle assenze e al contesto, quella di Istanbul ha lasciato soprattutto amarezza per l’approccio e per la poca continuità offensiva. Il discorso play-in in EuroLeague è ormai definitivamente sfumato, la classifica non concede più appigli realistici, ma questo non significa abbassare la guardia: l’Europa va onorata fino all’ultimo possesso perché vincere aiuta a vincere, costruisce fiducia e alimenta morale.
È evidente però che da qui in avanti la priorità assoluta sarà il campionato, la LBA, terreno su cui difendere lo scudetto e consolidare quella vetta riconquistata con autorità lunedì scorso al PalaLeonessa di Brescia.
Alla Virtus Arena, arriva l’Apu Udine e non è una partita banale. La Virtus è campione d’Italia in carica, Udine è una neo promossa, ma guai a fermarsi alle etichette. I friulani stanno disputando una stagione eccellente, giocano ad alto ritmo, sono aggressivi e primeggiano a rimbalzo offensivo.
La gara d’andata al PalaCarnera ha fatto scuola: successo bianconero arrivato al fotofinish dopo che l’Apu aveva ormai accarezzato la vittoria. Proprio in Friuli era salito in cattedra Carsen Edwards, oggi uno degli uomini più discussi del momento in casa Virtus. L’ex Bayern Monaco vive un periodo complicato: pessima prestazione contro l’Efes, bene ma non benissimo a Brescia. Alla squadra serve la sua scintilla, ma soprattutto continuità e leadership nei momenti chiave.
Dal punto di vista fisico, però, qualcosa si è sistemato. Dalla partita con Brescia sono rientrati Matt Morgan e Momo Diouf, recuperi che hanno ridato rotazioni e alternative, mentre Alessandro Pajola resta ancora ai box e tornerà più avanti. A Istanbul, nel grigiore generale, si è acceso almeno il segnale incoraggiante di Alen Smailagic, una delle poche note positive della trasferta sul Bosforo per energia e presenza. Segnali piccoli, ma da cui ripartire.
A presentare la sfida è stato l’Assistant Coach Nenad Jakovljevic: “Ci attende una gara da affrontare in maniera molto seria, contro una squadra che nelle ultime settimane ha giocato ad un ritmo ed un livello alto, come dimostrano i recenti risultati. Ci ricordiamo molto bene le difficoltà che abbiamo riscontrato nella partita di andata. Udine è una squadra molto dinamica ed aggressiva, come dimostra il fatto di essere la squadra migliore a rimbalzo offensivo: da parte nostra sarà necessaria la stessa aggressività e la stessa determinazione, con l’idea di lottare per ogni singolo possesso e ogni singolo rimbalzo, credendo nei nostri mezzi e in quello che possiamo fare giocando di squadra.” Parole che suonano come un richiamo netto alla responsabilità collettiva, anche perché la Virtus in casa arriva da quattro ko consecutivi tra Europa e campionato, un dato che stride con la storia recente della Virtus Arena.
Sul fronte mercato la società resta vigile, soprattutto sugli esterni, ma senza forzare la mano: il panorama attuale non propone profili realmente funzionali e non si compra tanto per comprare. Piuttosto si lavora già in prospettiva, mettendo basi per la prossima stagione e valutando i rinnovi dei giocatori in scadenza. Oggi però conta solo il presente: servono i due punti per restare in cima alla classifica e, forse ancora di più, per ritrovare fiducia e identità davanti al proprio pubblico.
La Virtus ha bisogno di una risposta vera, di quelle che non si misurano solo nel punteggio ma nell’atteggiamento, nell’energia e nella capacità di imporre il proprio ritmo dal primo all’ultimo possesso.
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