07/02/2026
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FOCUS BM/ Dal Pireo al mercato: la Virtus ascolta l’allarme lanciato da Ivanovic – di Eugenio Petrillo
Le parole di Dusko Ivanovic nel post partita del Pireo sono state dirette, quasi spietate nella loro lucidità. «Complimenti all’Olympiacos, hanno giocato davvero molto bene dimostrandosi la squadra migliore. Hanno giocato con velocità, aggressività e con fiducia, mentre noi invece abbiamo giocato solo 10 minuti. Dopo il primo quarto invece non abbiamo avuto né energia, […]
Le parole di Dusko Ivanovic nel post partita del Pireo sono state dirette, quasi spietate nella loro lucidità. «Complimenti all’Olympiacos, hanno giocato davvero molto bene dimostrandosi la squadra migliore. Hanno giocato con velocità, aggressività e con fiducia, mentre noi invece abbiamo giocato solo 10 minuti. Dopo il primo quarto invece non abbiamo avuto né energia, né gioco di squadra né difesa: per questo quindi non c’è stata partita». Una fotografia chiara, senza alibi, del momento che sta attraversando la Virtus Bologna.
Il ko del Peace and Friendship Stadium non è un episodio isolato, ma si inserisce in una striscia di segnali preoccupanti già emersi nella sconfitta interna contro l’Asvel. Due partite diverse, stesso filo conduttore: una squadra apparsa scarica, con poca brillantezza atletica e mentale, incapace di reggere l’urto per quaranta minuti. E quando Ivanovic parla di “energia” e “difesa” mancate, il riferimento va oltre la singola serata: è un campanello d’allarme che riguarda la tenuta complessiva del gruppo.
In questo contesto, il mercato smette di essere un tema teorico e diventa una necessità concreta.
Secondo quanto risulta a noi di Basket Magazine, il momento di un innesto potrebbe essere molto più vicino di quanto si pensi. La sensazione è che in casa bianconera si stia accelerando, consapevoli che attendere ancora potrebbe significare arrivare in ritardo nei momenti chiave della stagione.
Sul tavolo restano diversi nomi, ma con valutazioni ben precise. La pista che porta a Carlos Stewart Jr di Varese, per esempio, è oggi fredda, se non quasi congelata: l’alto buyout richiesto dal club lombardo rende l’operazione complicata e poco sostenibile nel breve periodo. Più interessante, per caratteristiche tecniche e ruolo, il profilo di Marcus Carr di Würzburg: playmaker vero, più organizzatore rispetto a Stewart Jr, capace di dare ordine e continuità, due aspetti che nelle ultime uscite sono mancati alla Virtus.
È stato poi proposto al mercato europeo anche Patty Mills, play/guardia australiana dal passato NBA di altissimo livello. Un nome che evoca esperienza e leadership, ma che porta con sé più di un punto interrogativo: 37 anni, fermo da circa dieci mesi e reduce da stagioni tutt’altro che brillanti. Un’operazione che, allo stato attuale, appare più affascinante sulla carta che realmente funzionale alle esigenze immediate della squadra.
Diverso il discorso che riguarda i profili italiani. Da Matteo Spagnolo del Baskonia a Davide Casarin della Vanoli Cremona, passando per Matteo Librizzi di Varese fino ad Andrea Calzavara di Udine, si tratta di nomi monitorati in ottica futura. Giovani, interessanti, ma oggi di fatto impossibili da liberare e pensati più per la prossima stagione che per un intervento d’urgenza.
C’è infine il capitolo JD Notae. L’esterno americano è ai box per l’infortunio al ginocchio e rappresenta una variabile tutta da valutare: potrebbe diventare una mossa in vista dei playoff oppure un investimento già orientato al 2026/27, più che una soluzione immediata per tamponare l’emergenza.
Emergenza che, numeri e campo alla mano, è reale. Nelle ultime due uscite di EuroLeague la stanchezza è stata evidente, amplificata da rotazioni accorciate e da assenze pesanti. Alessandro Pajola si è operato giovedì al menisco e tornerà in campo tra circa quaranta giorni. Per Matt Morgan e Momo Diouf si spera in un rientro già per il big match di lunedì sera contro Brescia, sfida cruciale per il primato in LBA. Ma l’obiettivo dichiarato dalla società resta la Coppa Italia: arrivare a Torino, dal 18 al 22 febbraio, nella miglior condizione possibile.
Il tempo, però, stringe. E le parole di Ivanovic al Pireo non sono state solo un’analisi della sconfitta, ma un messaggio chiaro: così, con questa energia e queste risorse, non basta. Per questo il mercato non è più un’opzione, ma una scelta da prendere in fretta.
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