03/02/2026
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Caso Chris Chiozza a Cantù: il play non convince De Raffaele
L’impatto di Chris Chiozza a Cantù è sotto la lente d’ingrandimento. Arrivato a gennaio alla vigilia della trasferta di Trieste per sostituire il deludente Jacob Gilyard, il playmaker americano non sta ancora rendendo secondo le aspettative. Coach Walter De Raffaele continua a schierarlo in quintetto, ma l’utilizzo resta limitato e i numeri non sorridono. I […]
L’impatto di Chris Chiozza a Cantù è sotto la lente d’ingrandimento. Arrivato a gennaio alla vigilia della trasferta di Trieste per sostituire il deludente Jacob Gilyard, il playmaker americano non sta ancora rendendo secondo le aspettative. Coach Walter De Raffaele continua a schierarlo in quintetto, ma l’utilizzo resta limitato e i numeri non sorridono.
I numeri di Chiozza non convincono
Contro Venezia, Chiozza ha disputato 12 minuti, mettendo a referto 4 punti, 2 palle perse e un plus/minus di -19, dato che non è passato inosservato allo staff tecnico. Una prestazione che ha spinto De Raffaele ad affidarsi maggiormente ad Andrea De Nicolao, giocatore di fiducia con cui ha condiviso anni importanti a Venezia.
La gara precedente, a Reggio Emilia, aveva visto Chiozza in campo per 15 minuti, con 2 punti e 3 assist, ma anche in quel caso senza lasciare un segno evidente.
Le parole di De Raffaele su Chiozza
Il coach di Cantù ha già commentato in due occasioni il rendimento del nuovo playmaker. Dopo Reggio Emilia aveva mantenuto un profilo prudente:
«Con me, chi gioca bene, gioca; chi non gioca bene, sta seduto. Le gerarchie sono importanti, ma guardo soprattutto l’andamento della partita».
Dopo la sconfitta contro Venezia, il tono è stato decisamente più diretto:
«È in grande difficoltà fisica e tecnica. Ha fatto qualcosa, poi più niente ed eravamo sotto. I giocatori d’esperienza dovrebbero dare leadership e io non l’ho vista».
Parole chiare, che fotografano una situazione ancora lontana dall’equilibrio ideale.
Condizione fisica e adattamento: attenuanti da considerare
È giusto però considerare il contesto. Chiozza è arrivato a Cantù dopo oltre un mese e mezzo di inattività, successivo a un breve periodo nella lega turca con il Pinar Karsiyaka. La condizione fisica non può essere ancora ottimale e l’adattamento alle richieste tecniche di De Raffaele richiede tempo.
Il beneficio del dubbio resta, ma tra i tifosi comincia a serpeggiare la paura di un nuovo errore nella scelta del play titolare, ruolo cruciale per una squadra che ha bisogno di leadership, letture e gestione dei momenti chiave.
Un curriculum che parla chiaro
Sul valore del giocatore, però, in pochi nutrono reali dubbi. Chiozza vanta esperienze in NBA e G- e un percorso europeo di alto livello, tra Eurolega con il Baskonia e Basketball Champions League, sempre con statistiche più che solide. Non a caso Cantù lo aveva già seguito la scorsa estate, salvo rinunciare per motivi economici.
La fiducia non manca, né da parte della società né dell’ambiente. Tutti aspettano la partita della svolta, quella capace di sbloccare definitivamente Chiozza. Il primo a volerlo è proprio De Raffaele, che però non ha mai nascosto la realtà dei fatti: «Di tempo ce n’è pochissimo».
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